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Quando rovesciare un bicchiere d’acqua diventa arte

Quando rovesciare un bicchiere d’acqua diventa arte

Quante volte con un gesto maldestro abbiamo rovesciato sulla tavola o, peggio ancora, addosso un bicchiere d’acqua? Ecco chi quest’atto lo fa per mestiere e lo ha trasformato in arte

MILANO – Un vecchio proverbio recitava che non sempre tutto il male viene per nuocere. E in effetti anche da un fatto più o meno negativo può sempre nascere qualcosa di buono. C’è chi, ad esempio, dal rovesciare un bicchiere d’acqua ha tratto addirittura una produzione fotografica che ha fatto il giro di importanti gallerie contemporanee di tutto il mondo.

E in questo caso non c’è stata nessuna mamma che ha sgridato il proprio figlio per il gesto maldestro a tavola o sui quaderni di scuola. Lui è Jean Bérard, artista di origine francese che con la sua “Liquid Glass” ha ritratto la poesia dell’acqua in movimento facendola diventare quasi una bellezza scultorea.

Acqua scultorea

Che forma ha l’acqua? Tutte e nessuna. Elemento duttile per eccellenza l’acqua prende la forma del suo contenitore, si adatta perfettamente ai limiti che le vengono imposti.

Bérard libera l’acqua da questi limiti, si rende complice della fuga dal necessario vincolo di forma. Così facendo l’acqua evade dalla forma precostituita assumendo una non-forma caotica e difficilmente controllabile.

L’acqua prende vita attraverso poetiche esplosioni, rovesciamenti, ondeggiamenti insoliti. Non solo l’acqua straborda dal suo contenitore (rovesciando il senso tra contenente e contenuto) ma vi si getta contro le pareti. Il fotografo sceglie infatti di scagliare l’acqua su diversi contenitori trasparenti come bottiglie e bicchieri.

L’acqua ne riveste le pareti riservando però un effetto estetico inaspettato e sempre diverso. L’acqua, l’elemento senza forma, diventa così il soggetto scultoreo a cui Bérnard, con i suoi fulminei scatti, si interessa nella serie “Liquid Glass”.

L’autore

Ha vissuto e lavorato a Lione, Parigi, Montreal e Città del Messico, dove attualmente risiede. Dalla fine dello scorso decennio l’opera di Berard è passata dalla pubblicità e la moda a una riflessione più personale legata alla ricerca del senso.

E la sua produzione fotografica si è orientata nella rappresentazione degli elementi primordiali come l’acqua e la raffigurazione degli stati d’animo dell’essere umano. Vincitore di numerosi International Photo Awards, prestigiosi riconoscimenti in campo fotografico, è rappresentato dalla Gallery Stock di New York e le sue opere d’acqua sono state pubblicate in numerose gallerie d’arte multimediali dedicate alla fotografia contemporanea come Empty Kingdom.

di Salvatore Galeone

19 agosto 2016