Cos’è il PNRR e perché è importante

Cos’è il PNRR e perché è importante

Con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza il governo italiano ha preso impegni importanti riguardo alla neutralità climatica

MILANO – Favorire uno sviluppo sempre più sostenibile, green e digitale del Paese. È questo il principale obiettivo del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), il piano preparato dall'Italia per rilanciarne l'economia dopo la pandemia di COVID-19. Approvato ufficialmente dall’Unione europea il 22 giugno 2021, nel coso dell’incontro a Roma tra il Presidente del Consiglio Mario Draghi e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, il documento prevede investimenti e riforme per un totale di 191,5 miliardi (70 in sovvenzioni a fondo perduto e 121 in prestiti). 

PNRR: aree, componenti e missioni 

Nelle premesse al documento trasmesso al Parlamento in fase di approvazione, si specificava che “il piano prevede interventi per aumentare la produzione di energia da fonti rinnovabili, migliorare l’efficienza energetica degli immobili, a partire da scuole e ospedali”, ma anche che “saranno promosse nuove forme di mobilità locale sostenibile e le grandi opere di completamento dei collegamenti ferroviari del Paese”. “Il Pnrr – prosegue la nota - contiene anche azioni specifiche per migliorare la qualità dell’aria nei centri urbani, favorire l’economia circolare, mitigare i rischi di dissesto idrogeologico e ripulire le acque interne e marine”. 

Il PNRR si struttura in quattro aree (Obiettivi generali; Riforme e Missioni; Attuazione e monitoraggio; Valutazione dell'impatto macroeconomico) e si sviluppa lungo 16 componenti, raggruppati in sei missioni: quelle che includono elementi riconducibili alla sostenibilità sono essenzialmente “Rivoluzione verde e transizione ecologica” e “ Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, mentre le altre quatto sono “Digitalizzazione, innovazione, competitività e cultura”; “Istruzione e ricerca”; “Inclusione e coesione” e “Salute”. Per ogni Missione sono indicate le riforme necessarie per una più efficace gestione e realizzazione degli interventi: sono bene 63 le riforme presenti all'interno del Piano, suddivise in riforme orizzontali, riforme abilitanti, riforme settoriali e riforme concorrenti. 

Rivoluzione verde e transizione ecologica 

La fetta più importate del PNRR è andata alla transizione ecologica, per la quale si investiranno un totale di 59,47 miliardi di euro. Tale missione si occuperà di arrestare i cambiamenti climatici in corso, con la temperatura media del pianeta, aumentata di circa 1.1 °C in media dal 1880, che sta accelerando importanti trasformazioni dell’ecosistema. Per mitigare questi fenomeni e favorire una transizione ecologica verso la neutralità climatica e lo sviluppo ambientale sostenibile, a livello italiano si interverrà su quattro componenti: 5,3 miliardi saranno dedicati ad agricoltura ed economia circolare, 15,1 alla tutela dei territori e delle risorse idriche, 15,2 all’efficienza energetica degli edifici e quasi 24 alla transizione energetica e alla mobilità sostenibile.  

Infrastrutture per una mobilità sostenibile 

Per la missione “Infrastrutture per una mobilità sostenibile”, che include Alta Velocità, manutenzione stradale, messa in sicurezza di strade, progetti per i porti (Green Ports e Cold ironing) e digitalizzazione degli aeroporti e dei sistemi logistici, si prevede uno stanziamento di 31,98 mld €. L'obiettivo è investire in mobilità di nuova generazione, la digitalizzazione della rete di trasporti, la realizzazione di reti di trasporto ferroviario regionale, specialmente nel mezzogiorno. 

Di Salvatore Galeone 

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