Nel mondo 4 miliardi di persone non hanno acqua a sufficienza alt_tag

Nel mondo 4 miliardi di persone non hanno acqua a sufficienza

Un nuovo studio scientifico studio dell’Università di Twente ha fotografato l’emergenza che interessa diverse parti del mondo

MILANO – Un nuovo studio scientifico documenta la sottostima di una emergenza che interessa varie parti del mondo. Arjen Hoekstra, professore di gestione delle acque presso l'Università di Twente nei Paesi Bassi e co-autore della ricerca pubblicata sulla rivista Science Advances, ha spiegato che la scarsità d'acqua è alimentata dalla crescita della popolazione, dalle abitudini di consumo e dalle richieste provenienti da agricoltura. E fin qui nulla di nuovo. Ma il punto è che i dati emersi sono molto maggiori rispetto a quanto finora era risaputo.

La scarsità d'acqua nel mondo

A differenza dei precedenti studi, questo lavoro mette a confronto il consumo di acqua disponibile su base mensile anziché annuale da tutto il mondo. Nei loro modelli, i ricercatori hanno incluso  dati sul clima, sull’uso del suolo e dei terreni, la crescita delle colture, l’irrigazione, la densità di popolazione e l'industria.  Lo studio svela che la scarsità d’acqua nel mondo interessa molto più dei 3 miliardi di persone precedentemente stimati. Ci sarebbe un altro miliardo di persone in ballo, vale a dire 2 persone su 3 nel mondo. Cina e India rappresentano circa la metà del totale rilevato, anche se il problema è abbastanza diffuso ad ogni latitudine e interessa anche Messico, Nord Africa, Sud Africa, Medio Oriente e West americano.

Uso sostenibile cruciale

Hoekstra ha affermato che la chiave è quella di utilizzare l'acqua in modo più sostenibile, un mandato che si colloca ai primi posti nell'agenda internazionale. “Il World Economic Forum ha definito la scarsità dell’acqua, insieme al cambiamento climatico, come la più alta priorità di interesse ambientale e il più grosso rischio per l’economia mondiale”,  ha detto l’esperto. L’auspiscio è un’allocazione più saggia delle risorse così come un cambio di passo anche nella mentalità dei consumatori.

di Alessandro Michielli