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Sarà possibile abitare i pianeti ricoperti d’acqua? - In a Bottle

I pianeti ricoperti di acqua potrebbero ospitare forme di vita

Scienziati ed esperti si sono confrontati negli ultimi tempi per capire in che modo gli esopianeti possano essere abitabili

MILANO – Tutti sanno che la vita nell'Universo è possibile grazie alla presenza di acqua. Un articolo su cosmosmagazine  analizza l’impegno degli scienziati, nel corso della loro ricerca di mondi potenzialmente abitabili, alla scoperta di testimonianze di vita anche sugli esopianeti completamente ricoperti d'acqua, molto più comuni di quanto si pensi.

I Pianeti Oceano

Il professore di astronomia dell’Università del Michigan Michael Meyer, durante la conferenza di astrobiologia AbSciCon 2019 tenutasi a Washington, ha analizzato la formazione all’interno del sistema solare dei pianeti rocciosi "secchi" come la Terra, Marte, Venere e Mercurio, avvenuta in maniera diversa rispetto a numerosi isopianeti che, secondo i dati raccolti, avrebbero conservato gran parte della loro acqua primordiale (o ghiaccio). "La maggior parte di questi ultimi   - afferma Meyer - ospitano enormi quantità di acqua in alcuni casi oltre il 50% della superficie totale". Molti, definiti Pianeta Oceano, sono completamente ricoperti da un oceano, profondo centinaia di chilometri.

La distanza dal sole

L’abitabilità di questi mondi dipende principalmente dalla distanza dal loro sole. Secondo Yaoxuan Zeng della Peking University in Cina, molti pianeti extrasolari conosciuti sono circondati da stelle nane rosse. Per poter ricevere abbastanza calore da quest’ultime, in modo da avere acqua allo stato liquido, tali pianeti devono trovarsi molto vicino al loro sole per far si che le forze delle maree li inducano a rivolgere in modo permanente la stessa superficie verso le loro stelle.  Su un pianeta roccioso, questo porterebbe ad avere un lato del corpo celeste sempre caldo e l’altro perennemente congelato. Tuttavia, in un mondo acquatico – afferma Zang – i venti creati dal riscaldamento tendono a soffiare verso est, producendo correnti oceaniche che si muovono nella medesima direzione. Queste correnti, che secondo gli scienziati potrebbero raggiungere velocità di un metro al secondo, trasporterebbero acqua calda per tutto il pianeta, garantendo il riscaldamento dell’intera superficie.

Il ruolo dell’anidride carbonica

Altro motivo di analisi per gli scienziati è il fatto che i mondi che conservano ancora la loro acqua primordiale dovrebbero aver mantenuto anche la quantità di anidride carbonica originaria. Secondo Nadejda Marounina dell'Università di Chicago, Illinois, se tutta l’anidride carbonica finisse nelle rispettive atmosfere, il riscaldamento ambientale renderebbe questi pianeti inabitabili. E’ possibile, comunque, che gli esopianeti possano ospitare quantità sorprendenti di anidride carbonica nelle profondità oceaniche allo stato solido, in particolare sotto forma di clatrato, un tipo di ghiaccio pressurizzato capace di intrappolare gas proprio come l'anidride carbonica. Ciò secondo gli scienziati renderebbe abitabili tali Pianeti.

di Michael Dones

source: Adobe Stock

2 Luglio 2019