Per un imprenditore su 3 occorre fare sistema per rilanciare il Made in Italy dopo Expo

Per un imprenditore su 3 occorre fare sistema per rilanciare il Made in Italy dopo Expo

Il Made in Italy visto dall’imprenditoria italiana: la ricerca è stata promossa dal Gruppo Sanpellegrino e condotta su oltre 450 aziende su tutto il territorio nazionale

MILANO – Un elemento centrale dell’identità culturale italiana (33%), un patrimonio di saperi da difendere (17%) e l’emblema della capacità tutta italiana del creare (22%). Ecco cosa rappresenta per gli imprenditori italiani il Made in Italy, un comparto che per oltre un imprenditore su 3 (37%) ha ancora bisogno di essere valorizzato in maniera adeguata. E’ quanto emerge dallo studio* “Le esigenze delle aziende e le proposte degli imprenditori per valorizzare il Made in Italy dopo Expo” promosso dal Gruppo Sanpellegrino su un panel di oltre 450 imprese. Lo studio ha ispirato il “Manifesto per il Made in Italy” firmato il 6 ottobre 2015 e affidato alla responsabilità del Governo da imprenditori e associazioni di categoria nell’ambito di un convegno in Expo.

A cosa viene associato il Made in Italy?

Eccellenza gastronomica (54%), vestirsi bene (46%), manifattura di qualità (42%), vivere in ambienti gradevoli e confortevoli (37%) sono le associazioni più immediate che secondo gli imprenditori vengono fatte sul Made in Italy. Più in generale gli stranieri riconoscono agli italiani l’abilità nel trasmettere saperi produttivi di generazione in generazione.

Il nostro Paese valorizza il Made in Italy in maniera adeguata?

Per il 37% degli imprenditori la riposta è poco o nulla, perché è necessario fare sistema e manca una cultura propositiva. Per il 19% tendenzialmente sì anche se con molte difficoltà mentre ne è assolutamente convinto solo il 22% degli imprenditori perché ritiene sia diffusa una forte consapevolezza della sua importanza.

Tra le problematiche maggiori che impediscono la piena valorizzazione di questo comparto il 40% degli imprenditori si divide tra chi pensa che mancano forti sinergie tra settori affini e categorie complementari e tra chi ritiene ci sia una scarsa capacità di gestione e promozione delle nostre eccellenze. Il 17% pensa poi che manchi una visione d’insieme mentre il 15% reputa che il Made in Italy non sia concepito come strutturale al Sistema Italia.

Come possono le Istituzioni sostenere il Made in Italy?

Per il 34% degli imprenditori attraverso politiche forti e più efficaci sulla contraffazione, il 17% afferma che devono semplificare ancora di più le modalità di accesso al commercio estero e il 32% si divide tra chi invita le Istituzioni a essere più incisive a livello europeo e chi le invita a potenziare maggiormente le infrastrutture digitali.

*Studio condotto su un panel di oltre 450 imprese e finalizzato con un monitoraggio sul web con metodologia WOA (Web Opinion Analysis). Lo studio ha ispirato il “Manifesto per il Made in Italy” firmato il 6 ottobre 2015 e affidato alla responsabilità del Governo da imprenditori e associazioni di categoria nell’ambito di un convegno in Expo.

di Redazione