L’acqua sacra del Gange che si compra online

L’acqua sacra del Gange che si compra online

In India i fedeli indù potrebbero presto ricevere l’acqua del sacro fiume Gange sfruttando le piattaforme e-commerce in forte espansione

NEW DEHLI – Molti indù credono l'acqua del fiume Gange abbia il potere di lavare via i loro peccati e ogni cerimonia religiosa è considerata incompleta senza una generosa immersione nell’acqua santa. Come riporta il quotidiano locale The Express Tribune, vista la precaria viabilità che impedisce ai fedeli di raggiungere le sponde sacre, il ministro per le Comunicazioni e l’Information Technology Ravi Shankar Prasad ha fatto sapere che ben presto l’acqua potrebbe essere venduta online per far fronte alle numerose richieste.

Tra sacro e moderno

Il Paese ha un gran numero di musulmani, cristiani e buddisti ma circa l’80% per cento dell’1,2 miliardi di popolazione dell'India è indù. Se consideriamo che India Post, la rete postale statale, ha negli ultimi due anni dato spazio a circa 400 aziende di e-commerce, tra cui Amazon e il gigante indiano Flipkart, si capisce che anche la vendita dell’acqua sacra potrebbe essere un settore alquanto redditizio. Del resto, come ha affermato il ministro Prasad, perché un postino che consegna cellulari, gioielli e abbigliamento non può recapitare anche Gangajal (acqua del Gange)?

Più che un’idea

Come ha riportato l’Indian News Agency, le trattative tra il governo e alcune aziende di produzione packaging e imbottigliamento sarebbero già partite e a buon punto. Del resto, dalla sua il governo ha anche la consapevolezza che nel Paese il servizio web ha persone di aumentare di 15 volte le consegne giornaliere a casa. Sfruttare dunque l’espansione delle piattaforme e-commerce è dunque un’opportunità che, oltre a portare business, è vicina anche ai diritti religiosi della popolazione indiana.

di Alessandro Michielli

12 giugno 2016