Città Galleggianti per Combattere Innalzamento del Livello del Mare – In a Bottle

L’innalzamento del livello del mare si può contrastare in modo sostenibile con le città galleggianti

È possibile condurre una vita sostenibile sulle acque del mare.

MILANO – Marc Collins, l’ex Ministro del Turismo della Polinesia francese, ha un sogno: quello di diffondere il modello di città “galleggiante” in tutto il resto del Mondo. Per le comunità che si ritrovano ogni giorno a lottare contro l’innalzamento del livello del mare ed i comuni che intendono adottare questa svolta green, le immense distese di acqua rappresentano l’ultima frontiera.

Negli ultimi anni si è verificato uno spostamento di massa delle persone verso le città costiere

L’uomo è sempre stato attratto dalla costa per la costruzione di nuove città, ma oggi i numeri che emergono sono spaventosamente aumentati, dato che si è passati da 2 a 3 milioni di persone che sono emigrate verso queste zone. Allo stesso tempo, però, i livelli del mare si sono alzati sempre di più e molte città costiere, fra cui anche intere civiltà insulari, entro il prossimo secolo saranno destinate ad essere sommerse. Lo stato della Louisiana, per far fronte a ciò, ha elaborato un piano da 25 miliardi di dollari per salvaguardare le proprie coste, mentre il Texas ne ha messi sul piatto 11,6 per un sistema di protezione dalle mareggiate. New York, invece, ha investito 3,7 miliardi per un piano di difesa costiera oltre a formulare una proposta da 10 miliardi per espandere artificialmente la superficie di Manhattan al fine di contrastare il mare.

“Se non dovessimo trovare una soluzione al cambiamento climatico – dichiara Tom Goreau, presidente del The Global Coral Reef Alliance – pagheremmo caro il costo di adattamento ad esso. Ci saranno miliardi di persone, che vivono sulle coste, destinate ad essere sommerse: mano a mano che gli anni passano la situazione è destinata a peggiorare e, per tutti questi, l’unica soluzione è quella di muoversi: ma dove?”

Arrivano in soccorso le città galleggianti, infrastrutture capaci di innalzarsi con il livello delle acque

Quando si parla di questo tipo di realtà, ci si riferisce ad una serie di piattaforme, connesse fra loro, ancorate al fondale del mare e, allo stesso tempo, a poca distanza dalla costa. Marc Collins, un imprenditore che ha fondato oltre 20 aziende, si è chiesto se le persone fossero in grado di costruire e di vivere su un’infrastruttura sul mare in grado di innalzarsi con il livello delle acque. Il modello della Triton City di Fuller, in aggiunta ai feedback arrivati direttamente dagli abitanti ai Tropici, ha confermato la sua tesi e così sono stati subito contattati alcuni esperti del Seasteading Institute.

Il progetto fu soprannominato Blue Frontiers e, sebbene sia stato firmato un protocollo d’intesa con il governo polinesiano nel 2017, la zona galleggiante non è stata mai realizzata. Dalle sue ceneri, invece, è nata Oceanix City, una città modulare composta da cluster di isole esagonali, unite fra loro, in grado di dar vita a un piccolo villaggio di 12 ettari, pronto ad ospitare ben 1650 residenti. Il tutto, inoltre, potrebbe essere inglobato all’interno di un vero e proprio arcipelago che arriverebbe ad accoglierne 10 mila. Ogni singolo modulo, infine, sarebbe costruito sulla terraferma e, in seguito, trasportato sul mare per essere ancorato al fondale. L’obiettivo è quello di erigere delle strutture che siano in grado di resistere a cataclismi naturali, come ad esempio gli uragani.

di Michael Dones

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2 Dicembre 2019