Il professore Claudio Smiraglia spiega i punti di forza del progetto "Levissima spedizione ghiacciai"

Tematica innovativa e approccio tecnologico. Sono questi gli aspetti più interessanti del programma di ricerca scientifica "Levissima spedizione Ghiacciai" realizzato in collaborazione...

Studio della fusione superficiale attraverso la tecnologia

MILANO – Le migliori attrezzature di rilevamento aereo, l’occhio tecnologico di un satellite NASA per acquisire immagini ad altissima risoluzione,  una stazione meteorologica all’avanguardia che acquisisce dati energetici. Il programma di ricerca scientifica “Levissima spedizione ghiacciai” è partito in Alta Valtellina sotto la guida degli esperti dell’Università di Milano. Claudio Smiraglia, a capo del team di ricercatori, spiega le novità principali di questo progetto.

Quali sono i punti di forza di questo progetto?

Il punto di forza del progetto Levissima spedizione Ghiacciai è duplice: da una parte la tematica che è in un certo senso innovativa e permetterà di risolvere il problema importante delle variazioni superficiali dei ghiacciai e poi c’è un aspetto prettamente tecnologico. L’utilizzo di strumentazione avanzata di grande importanza scientifica, in particolare la stazione meteorologica nuova collocata sul Ghiacciaio Dosdé a cui si accoppia, con la stessa finalità di ricerca, l’utilizzo delle immagini da satellite e dall’altra parte l’utilizzo di piccoli aerei come il drone.

Quale sarà il contributo di queste innovazioni tecnologiche?

Queste innovazioni ci daranno dei dettagli maggiori nell’analisi dei dati scientifici che vengono raccolti sul ghiacciaio Dosdé monitorato attraverso Levissima. Abbiamo bisogno di scendere in dettagli molto particolari: parliamo di polveri e piccoli frammenti di roccia che vanno campionati sia a livello locale (1-2 metri quadri) sia a livello di vaste superfici. Questo permetterà di avere un quadro più raffinato di quanto questo fenomeno di annerimento dei ghiacciai sta aumentando la loro fusione.

Quanto incide questo annerimento nella fusione?

Il comportamento dei ghiacciai è determinato dallo scambio di energia fra l’atmosfera e la loro superficie. Se questa si annerisce abbiamo un incremento della fusione, e quindi un abbassamento del loro livello, anche del 20% rispetto al normale. Quando invece la copertura riguarda detriti di grandi dimensioni si ha un’inversione del fenomeno: cioè il ghiacciaio viene protetto e si può verificare che con una copertura di 20-30 centimetri di detrito continuo la fusione si riduce del 50%.

Che fine fa il ghiaccio fuso?

Va ad alimentare il reticolo idrografico. Quindi i corsi d’acqua, soprattutto quelli di montagna, e in ultima analisi anche i fiumi della pianura. C’è da dire però che l’opera fondamentale di alimentazione di ghiaccio e neve riguarda soprattutto le zone alpine.

Esistono conseguenze positive delle scioglimento glaciale?

Il ghiacciaio lascia nuovo terreno che viene ricoperto dalla vegetazione. In pratica, morendo, dà origine a una nuova vita che sta crescendo molto più rapidamente di quanto ci aspettassimo. Non solo vegetazione pioniera ma anche piccole piante e alberi che stanno coprendo le zone lasciate libere dai ghiacciai.

Qual è lo stato dei ghiacciai lombardi e italiani?

L’estate ha avuto temperature relativamente basse che accoppiate alle intense precipitazioni invernali hanno provocato un accumulo nei bacini collettori di ghiacciai lombardi e non solo. Ciò sicuramente ne sta favorendo la conservazione. Nelle zone inferiori dei ghiacciai invece sta proseguendo l’intensa fase di regresso. I ghiacciai italiani stanno ancora notevolmente male. C’è da sperare che questa fase di ricarica dei bacini superiori, se potrà perdurare nel tempo, ridurrà questa fase negativa. I bilanci tuttavia quest’anno saranno meno negativi rispetto agli anni precedenti.
 

 

aggiornato il 9 ottobre 2014