Cosa c'è dietro il residuo fisso dell'acqua minerale

Cosa c'è dietro il residuo fisso dell'acqua minerale

Che cos'è e come si classifica il residuo fisso. Ecco perché non esiste un'acqua minerale uguale ad un'altra

MILANO – “Residuo fisso”: si tratta di un’espressione che è facile sentire in relazione all’acqua minerale, che non indica una qualità superiore, ma solo la quantità di sali minerali e oligoelementi contenuti in un litro. Questa quantità varia a seconda del territorio in cui un’acqua minerale sgorga, dal momento che un’acqua acquisisce la propria identità salina arricchendosi nel corso del suo viaggio che compie nel terreno fino all’arrivo alla fonte. Ecco perché, se prendiamo ad esempio il caso dell’acqua Nestlé Vera che viene imbottigliata secondo il sistema Multisource da tre fonti differenti (In Bosco nel Veneto; Naturae nel Lazio; Santa Rosalia in Sicilia), si possono avere dei valori diversi di residuo fisso.

Come si ottiene il residuo fisso?

Il campione di acqua da analizzare viene sottoposto a riscaldamento fino all’allontanamento dei componenti volatili e al raggiungimento della temperatura di 180°C, valore a cui si effettua un condizionamento del residuo fisso fino a peso costante. Questo dato si può controllare sull’etichetta della minerale, dove viene espresso in milligrammi per litro (mg/l).

Come si classificano le acque in base al “residuo fisso”?

A seconda della concentrazione, più o meno intensa, di questi elementi le diverse acque minerali possono essere più o meno adatte al proprio organismo. Ecco come si classificano le acque in base al residuo fisso.

•          Minimamente mineralizzate (residuo fisso inferiore o uguale a 50 mg/l). Si tratta di acque definite “leggere” che favoriscono la diuresi e l’espulsione di piccoli calcoli renali.

•          Oligominerali (residuo fisso compreso tra 50 e 500 mg/l). Dal momento che contengono poco sodio, sono ideali per essere bevute a tavola ogni giorno. Tra i vari benefici svolgono anche un’ottima azione diuretica. In Italia queste sono quelle maggiormente diffuse, oltre il 61% di tutte quelle presenti sul territorio.

•          Medio minerali (residuo fisso compreso tra 500 e 1.500 mg/l). Questo tipo di acqua contiene un’alta percentuale di sali minerali.

•          Ricche di sali minerali (residuo fisso superiore a 1.500 mg/l). Sono acque molto ricche di sali. Per questo sono spesso utilizzate a fini curativi e solo su consiglio medico.

di Salvatore Galeone

13 marzo 2017

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