Falde acquifere: un modello scientifico per ricaricarle

Un gruppo di ricercatori ha creato un modello unico in grado di valutare il ricaricamento dell’acqua in una falda: possibili valutazioni su larga scala

MILANO – È stato pubblicato sul Proceeding of the National Acatemy od Sciences (PNAS),  lo studio che dimostra che, utilizzando un nuovo modello di rilevazione, le stime di ricarica delle acque sotterranee delle regioni carsiche dell’Europa, del Medio Oriente e del Nord Africa, sono molto più elevate rispetto alla stime fatte in precedenza.

L’analisi

Le acque sotterranee sono una risorsa vitale per molte regioni del mondo in cui il processo di ricarica rappresenta un’importante fonte di approvvigionamento della risorsa. Una recente ricerca ha dimostrato che i processi chiave, nei modelli utilizzati per la corretta valutazione delle risorse idriche in relazione ai cambiamenti climatici, sono attualmente molto carenti. 

Questa constatazione, fatta dai ricercatori dell’Università di Bristol, Friburgo e Victoria (Canada), in collaborazione con l’International Institute for Applied Systems Analysis (Austria), suggerisce che sono necessari ulteriori studi e miglioramenti sui modelli idrologici a larga scala prima che questi possano essere sufficientemente affidabili e quindi utilizzabili per la gestione delle risorse idriche locali.

Modelli a confronto

I ricercatori hanno confrontato due modelli idrologici che simulano il ricaricamento delle acque sotterranee su vaste regioni. Il primo è il modello attualmente utilizzato e globalmente riconosciuto, l’altro è il modello recentemente sviluppato dai ricercatori del progetto sopra citato. Dai test effettuati sulle regioni carsiche, note per il loro elevato grado di eterogeneità del sottosuolo, si è notato che il secondo modello riesce ad analizzare le variabilità del sottosuolo, esaminandone lo spessore e la differente permeabilità.

Thorsten Wagener, professore del corso Water and Environmental Engineering del Dipartimento di Ingegneria Civile dell'Università di Bristol, parlando del nuovo modello proposto ha sottolineato che, grazie a questo nuovo approccio, sarà possibile studiare e fare “valutazioni sia a livello locale sia a larga scala”.

di Alessandro Conte

18 ottobre 2018

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