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Scarseggiano le riserve sotterranee, acqua a rischio nel 2060

Una ricerca ha dimostrato che presto potrebbero esaurirsi le riserve sotterranee in alcune zone del mondo. Risorsa acqua a rischio entro il 2060

MILANO – Secondo un recente studio olandese il consumo umano potrebbe avere effetti importanti sulla disponibilità idrica in alcune parti dell'India, dell'Europa meridionale e negli Stati Uniti nei prossimi decenni. In particolare tra il 2040 e il 2060 le falde acquifere più a rischio si troveranno nella zona superiore del Gange in India, nel sud della Spagna e d’ Italia, oltre che in Texas, Oklahoma e New Mexico.

Rischi futuri

“Entro il 2050 ben 1,8 miliardi di persone potrebbero vivere in aree dove i livelli delle acque sotterranee si stanno esaurendo a causa di un eccessivo pompaggio per consumo umano e agricolo. Conoscere i limiti delle risorse idriche sotterranee è di importanza fondamentale per sapere come destinarle e ripartirle in maniera sostenibile. Ad affermalo è stato il prof. Inge de Graaf, idrologo presso la Colorado School of Mines, durante l’American Geophysical Union Fall Meeting 2016 che si è tenuto nei giorni scorsi a San Francisco.

La ricerca

Il team dell'Università di Utrecht guidato dal professor de Graaf è andato oltre i sistemi di rilevazione satellitari usati finora andando sul campo con prelievi e analisi per simulare l’esaurimento su scala regionale. Qui hanno studiato le interazioni tra le acque sotterranee e le acque circostanti e hanno verificato in un biennio che ampie regioni irrigue stanno affrontando la più grande minaccia di esaurimento: si tratta delle High Plains negli Stati Uniti, i bacini dell'Indo e del Gange, e porzioni di Argentina e Australia.

Incertezza futura

Gli studiosi hanno affermato che non sono in grado di fare una previsione certa su quanta acqua ancora esiste nelle falde del mondo e con quanta velocità va esaurendosi. Proprio per questo, affidarsi a una maggiore responsabilità e consapevolezza individuale è il primo passo per porre un rimedio sostenibile ai consumi futuri.

di Alessandro Conte

9 gennaio 2017

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