Fonti rinnovabili, riciclaggio degli scarti e turismo sostenibile: benvenuti a Lidö “Zero Island” - In a Bottle

Fonti rinnovabili, riciclaggio degli scarti e turismo sostenibile: benvenuti a Lidö “Zero Island”

Un viaggio virtuale in un’isola della costa orientale della Svezia, che insegue l’obiettivo di diventare climaticamente neutrale entro il 2045

MILANO – Stoccolma, la capitale della Svezia, è stata la prima metropoli ad aggiudicarsi l’alloro di “European Green Capital” nel 2010 e, non a caso, per quanto riguarda tutte le tematiche che hanno a che fare con l’ambiente, è uno tra i Paesi più all’avanguardia nel mondo. Diecimila metri quadrati di tetti di Augustenborg, un distretto della città di Malmö, sono stati coperti di verde che, in caso di precipitazioni piovose pesanti, sarebbero in grado di trattenere l’acqua e ridurre il rischio di alluvioni. Un altro esempio? Nel paese sono state progettate delle case avveniristiche, che sfruttano il calore umano per riscaldare tutti gli ambienti e, di conseguenza, non inquinare: queste sono solo due delle soluzioni adottate per raggiungere l’autonomia dai combustibili fossili nel 2050.

Il bisogno di stare immersi nella Natura, che per gli svedesi rappresenta “l’altra metà della vita”, è garantito dalla Costituzione: il diritto di pubblico accesso stabilisce infatti che ogni cittadino abbia facoltà di muoversi sul territorio nazionale liberamente, a patto di adottare un comportamento rispettoso e responsabile nei confronti degli altri e, soprattutto, dell’ambiente. Ma dove andare? In Svezia, consultando una normalissima cartina geografica, c’è l’imbarazzo della scelta, dato che ci sono più di 250mila isole.

Un’esperienza da provare è l’isola di Lidö

Situata a Nord-Est rispetto Stoccolma, il territorio è conosciuto per via delle tipiche case in legno bianche e rosse, la natura incontaminata ed a tratti selvaggia, ma anche un’atmosfera particolarmente rilassata. L’isola, che ha preso il nome di “Zero Island”, è riuscita in un solo anno a ridurre le proprie emissioni del 78%: non si è trattato di applicare alcune soluzioni futuristiche ma, grazie ad un programma sostenuto da Neste (una compagnia finlandese), è bastato riorganizzare le attività umane ponendo la questione ambientale come priorità e, successivamente, attuare una serie di pratiche che in un solo anno hanno stravolto (in maniera positiva) il bilancio energetico dell’isola.

Quali azioni sono state adottate?

I carburanti fossili, impiegati inizialmente in agricoltura e per il trasporto terrestre, sono stati rimpiazzati da quelli ottenuti da fonti rinnovabili e, sia per la produzione di elettricità che per il riscaldamento dell’acqua, si è fatto uso di pannelli solari. Ogni dettaglio, come si può leggere in un approfondimento di Style Magazine, è stato concepito per ridurre l’impronta ambientale e, ciò che è rimasto, è stato utilizzato per finanziare un progetto per una centrale eolica che produce elettricità “green” nelle Filippine.

A “Zero Island” una serie di soluzioni “green” e “semplici” hanno portato, in breve tempo, ad un risultato tutt’altro che banale: l’esperimento dimostra quindi come, da una parte, la sostenibilità non sia così impossibile da raggiungere e, dall’altra, che questa comunità possa essere presa come esempio, sia per quanto riguarda il mare che la terraferma.

di Michael Dones

Source: Adobe Stock

3 Marzo 2020