L’acqua invisibile del Back to School qual è l'impronta idrica del rientro a scuola

L’acqua invisibile del "Back to School": qual è l'impronta idrica del rientro a scuola?

Quanta acqua "invisibile" si cela dietro i nuovi acquisti scolastici? Scopri l'impronta idrica del Back to School e i consigli utili per ridurla.

MILANO - Settembre è il mese dei nuovi inizi. Il ritorno tra i banchi di scuola e in ufficio è accompagnato dal classico, e spesso frenetico, rituale degli acquisti: zaini fiammanti, astucci, quaderni intonsi e l’immancabile cambio di stagione per l'armadio. Ma c'è un costo ambientale che non è riportato sullo scontrino, e riguarda la risorsa più preziosa del nostro pianeta: l'acqua. 

Quanta acqua "invisibile" stiamo acquistando insieme al materiale scolastico per i nostri figli? È il momento di fare i conti con la Water Footprint (impronta idrica) del nostro Back to School.

Che cos'è l'impronta idrica (e perché a settembre aumenta)

Il concetto di impronta idrica, introdotto nei primi anni 2000, misura il volume totale di acqua dolce utilizzata per produrre beni e servizi che consumiamo. Come spiega il Water Footprint Network (WFN), l'impronta idrica non riguarda solo l'acqua che vediamo (quella che beviamo o usiamo per lavarci), ma soprattuttol'acqua "virtuale" o invisibile

Questa si divide in tre componenti: 

  • Acqua verde: l'acqua piovana evaporata durante i cicli agricoli (ad esempio, per coltivare il cotone). 
  • Acqua blu: l'acqua dolce prelevata da fiumi o falde acquifere per processi industriali. 
  • Acqua grigia: il volume d'acqua necessario a diluire gli inquinanti industriali per riportare la qualità dell'acqua agli standard di sicurezza. 

I "numeri d'acqua" del Back to School

A settembre, il picco dei consumi legati al materiale scolastico e all'abbigliamento fa impennare la nostra impronta idrica indiretta. Vediamo i numeri nel dettaglio.

1. Il cambio armadio: jeans e magliette

I bambini crescono in fretta e settembre richiede spesso un rinnovo del guardaroba. Tuttavia, il cotone è una delle colture più idroesigenti del pianeta. Secondo i report globali del Water Footprint Network, produrre una singola maglietta di cotone richiede circa 2.500 litri d'acqua. Se passiamo ai pantaloni in denim, l'impatto esplode: per un solo paio di jeans possono volerci dalle 8.000 alle 10.000 litri d'acqua (Fonte: WFN - What can consumers do?), includendo la coltivazione del cotone, la filatura, la tintura chimica e i lavaggi industriali (che impattano massicciamente sull'impronta idrica grigia).

2. La cancelleria: la sete della carta

Quaderni, diari, risme da stampa. La digitalizzazione ha aiutato, ma la scuola richiede ancora molta carta. Per produrre un singolo foglio di carta formato A4 sono necessari tra i 10 e i 20 litri d'acqua. Questo volume serve principalmente nelle cartiere, dove l'acqua dolce viene usata per separare la cellulosa e sbiancare la carta. Uno zaino contenente 10 quadernoni nuovi rappresenta un prelievo idrico virtuale di diverse migliaia di litri.

3. Zaini, astucci e portapranzo: il costo della plastica

Molti degli accessori scolastici moderni sono realizzati con materiali sintetici (poliestere, nylon, plastiche per i lunch box). Sebbene l'estrazione del petrolio greggio non richieda acqua quanto l'agricoltura, i processi di raffinamento, il raffreddamento dei macchinari e la gestione delle plastiche richiedono volumi ingenti di acqua blu, oltre al rischio di dispersione di microplastiche e agenti inquinanti (acqua grigia).

4 strategie pratiche per ridurre l'impronta idrica di settembre

La buona notizia è che le famiglie possono ridurre drasticamente la propria impronta idrica indiretta adottando la filosofia della circolarità. Ecco come: 

  • Acquisti di seconda mano (Second-Hand): il modo migliore per azzerare l'impronta idrica di un capo d'abbigliamento è non produrne uno nuovo. Comprare vestiti usati o organizzare swap party (scambi di vestiti tra genitori) azzera totalmente i litri d'acqua richiesti per la produzione.
  • Carta riciclata o certificata FSC: scegliere quaderni in carta 100% riciclata abbatte il consumo idrico industriale e riduce l'inquinamento delle acque grigie generato dallo sbiancamento chimico della cellulosa vergine.
  • Riciclo creativo e manutenzione: prima di buttare lo zaino dell'anno precedente per una cerniera rotta, valuta di ripararlo. Se i quaderni dell'anno scorso sono usati solo a metà, unisci le pagine bianche per creare un "quaderno degli appunti" fai-da-te.

Per un "Back to School" sostenibile

Riconoscere il valore dell'"acqua invisibile" che si nasconde dentro le nostre scelte d'acquisto è il primo passo per formare consumatori, studenti e cittadini del domani più consapevoli e orientati alla tutela della risorsa più preziosa che abbiamo. 

Di Salvatore Galeone

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