La sostenibilità protagonista al padiglione Italia di Expo Dubai

La sostenibilità protagonista al padiglione Italia di Expo Dubai

Il 20% dei visitatori paganti di Expo 2020 Dubai ha visitato il Padiglione Italia, esplorandone il percorso espositivo e partecipando a decine di eventi

MILANO – Con tre scafi tricolore che ne costituiscono la copertura e una facciata di corde nautiche in plastica riciclata, il padiglione italiano a Dubai Expo 2020 abbraccia il concetto di design sostenibile. Favorito da un ottimo posizionamento all'interno del sito espositivo - tra le aree tematiche "Opportunità" e "Sostenibilità" e con viste ininterrotte frontali e laterali - il padiglione ha attirato un quinto dei visitatori complessivi dell'evento nelle settimane di apertura, rendendolo uno dei padiglioni più visti al momento. 

Economia circolare fonte d’ispirazione 

"La più grande ispirazione alla base del nostro design è l'economia circolare", ha affermato l'architetto Italo Rota, riferendosi all'idea di riciclare, riparare e riutilizzare i materiali di scarto, piuttosto che semplicemente smaltirli. Tra i progettisti del padiglione Italia, Rota ha lavorato a lungo a Parigi, dove ha curato l'illuminazione sia della Cattedrale di Notre-Dame che delle rive della Senna. "Le corde nautiche stesse ne sono un esempio (di economia circolare): sono state prodotte attraverso il riciclo di 2 milioni di bottiglie di plastica e, combinate, raggiungono una lunghezza di 70 chilometri. Un ulteriore riciclo delle stesse è previsto dopo l'Expo."  

L’importanza di riciclare dopo l’evento 

Ridurre la quantità di rifiuti al termine dell'evento è stata una priorità anche per il co-designer Carlo Ratti, architetto e ingegnere che insegna al Massachusetts Institute of Technology. "Una cosa che non mi piace degli eventi temporanei - come varie mostre internazionali o i Giochi Olimpici - è che un'enorme quantità di rifiuti finisce in discarica dopo poche settimane o mesi. Per questo abbiamo voluto che il Padiglione Italia andasse oltre la natura temporanea dell'Expo di Dubai 2020. La maggior parte degli elementi architettonici sono riciclati o riciclabili, riutilizzati o riutilizzabili." Sia Rota che Ratti hanno precedenti esperienze con le Esposizioni Universali, avendo lavorato su progetti durante la scorsa edizione, tenutasi a Milano nel 2015.  

Il padiglione Italia a Expo Dubai 2020 

Il padiglione incorpora un design riutilizzabile nella sua struttura - attraverso l'uso di elementi organici come buccia d'arancia e fondi di caffè nei materiali da costruzione - e ha un sistema di mitigazione del clima naturale che utilizza ombreggiamento, nebulizzazione e ventilazione per sostituire l'aria condizionata. Non ci sono pareti convenzionali, con le corde nautiche che delineano invece lo spazio espositivo e funzionano anche come superficie multimediale attraverso l'uso di LED che si illuminano per mostrare colori e immagini diverse. 

Il Belvedere e il David di Michelangelo 

Dopo essere entrati, i visitatori si trovano su uno skywalk a 11 metri sopra il livello del suolo e proprio sotto il primo scafo. Tra le attrazioni principali troviamo il "Belvedere", una struttura a cupola ricoperta di erbe selvatiche mediterranee e pensata per evocare giardini rinascimentali, e una replica stampata in 3D della famosa statua del David di Michelangelo, realizzata con scansioni dettagliate dell'originale del XVI secolo a Firenze. La figura alta quasi 6 metri si estende su due piani, con la sua metà inferiore è racchiusa in una rotonda che ne limita in qualche modo la vista a favore della testa e della parte superiore del busto. "Troviamo che sia un'idea stimolante per i visitatori guardare il David non solo dal basso verso l'alto, come accade con l'originale a Firenze, ma dritto negli occhi", afferma Ratti. 

Da padiglione a centro di design 

Nello spirito di sperimentare modi diversi per unire il mondo naturale e artificiale, la struttura poggia su una duna alta 5 metri, fatta di sabbia di provenienza locale. I percorsi e le passerelle all'interno sono adornati da 160 specie botaniche, un progetto sviluppato in collaborazione con botanici del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Gli scafi che formano il tetto sono stati costruiti da Fincantieri, uno dei più grandi costruttori navali europei, con la possibilità che possano essere trasformati in vere e proprie barche funzionanti, afferma l’architetto Ratti. Tuttavia, si discute sull’eventualità al termine dell'Expo mondiale di trasformare il padiglione in un centro di design. "Così gli scafi delle barche potrebbero diventare vittime del loro stesso successo - dice Ratti - e potrebbe volerci più tempo prima di salpare". 

Di Rossella Digiacomo 

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