Vacanze ad alta quota e a tutta idratazione

Vacanze ad alta quota e a tutta idratazione

Il freddo ha l’effetto di restringere i vasi sanguigni e in montagna l’aria più rarefatta aumenta la disidratazione

MILANO – Per quanti italiani che aspettano l’estate per godersi le vacanze al caldo, ce ne sono almeno altrettanti che non vedono l’ora arrivi l’inverno per scatenarsi sulle piste da sci. Tuttavia la gioia della neve fresca di stagione nasconde un’insidia su cui c’è poca consapevolezza, ovvero la disidratazione. Freddo e aria rarefatta, infatti, ad alta quota sono un mix che mettono a dura prova lo stato di idratazione complessivo della persona.

I rischi per la pelle

Il primo effetto del freddo sulla pelle è la vasocostrizione, ossia il restringimento dei vasi sanguigni, ha spiegato la dottoressa Magda Belmontesi, dermatologa a Milano. Di conseguenza, i tessuti ricevono meno ossigenazione e nutrimento rispetto al necessario. La cute si secca, risultando ruvida e tirata, con una sensazione di sconforto e fastidio. A rischiare di più, le zone del corpo più scoperte: viso, naso, orecchie e mani, che possono andare incontro anche a screpolature. Per la dottoressa poi ad alta quota la disidratazione è più accentuata anche perché l'aria è maggiormente rarefatta e, quindi, è fondamentale proteggere zone che  spesso si trascurano, come gli zigomi e le labbra.

I vantaggi della corretta idratazione

Un aiuto prezioso arriva anche da dentro. Il primo consiglio è quello di bere molto, una cosa che la montagna non invoglia a fare, ha rivelato l’esperta. Si può completare l’idratazione da acqua anche mangiando cibi non troppo caldi e piccanti e mediante verdure e frutta di stagione, come broccoli, kiwi, cavolfiori e spinaci. Questo contengono vitamina C, fondamentale per la produzione di collagene, il "mattone" dei tessuti. Infine, poiché il sole ad alta quota può causare eritemi e macchie come se si fosse in spiaggia, è bene ricordarsi di portare sempre una crema protettiva.

di Alessandro Conte

4 gennaio 2017

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