Il pH dell'acqua: cos'è e quali sono i livelli ottimali

Il pH dell'acqua: cos'è e quali sono i livelli ottimali

Il pH di un’acqua può avere precise caratteristiche, utili o meno a seconda del suo utilizzo. Ecco cos’è il ph dell’acqua e i valori presenti sull’etichetta.

MILANO – Leggendo l’etichetta di una bottiglia di acqua minerale è possibile notare la voce pH. Per pH si intende è il parametro che dà un’indicazione delle proprietà corrosive o incrostanti di una qualsiasi soluzione, una regola che vale quindi anche per l’acqua. Ma qual è il significato chimico-fisico del pH dell’acqua?

Il pH dell’acqua

L’acqua pura ha un pH = 7, valore che corrisponde ad una situazione di neutralità, ma in una normale soluzione acquosa, dove sono disciolte molte sostanze minerali, la aggiuntiva o la mancanza di ioni H+ può essere tale da conferire all’acqua caratteristiche acide o basiche. Valori di pH compresi tra 0 e 7 caratterizzano le soluzioni acide (ad esempio l’aceto ha pH 4 e il limone pH 3), mentre pH compresi tra 7 e 14 caratterizzano le soluzioni basiche (ad esempio una miscela di acqua e bicarbonato di sodio può avere pH 9).

In natura il pH delle acque può variare notevolmente. In quelle sotterranee è generalmente compreso tra 6,5 e 8,5 ma si trovano molte acque con valori di pH anche inferiori a 5, per esempio nei casi di contatto con terreni vulcanici, dove sono presenti acido carbonico e idrogeno solforato. Anche elevate concentrazioni di anidride carbonica libera determinano caratteristiche acide perché tale gas in acqua genera acido carbonico (le acque gassate, infatti, sono più acide di quelle lisce). Nelle acque fluviali o di sorgente di tipologia prevalentemente bicarbonato-calcica, il pH è generalmente basico e compreso tra 7 e 8.

Il pH dell’acqua in bottiglia

Il pH di un’acqua ha un importante significato tecnologico; a seconda del suo valore, un’acqua può avere caratteristiche incrostanti o corrosive. Il pH di un’acqua in bottiglia ha invece un valore molto relativo: l’acido presente nel nostro stomaco, ad esempio, annulla qualsiasi valore basico o acido del pH dell’acqua che beviamo. In generale, il nostro organismo è dotato di un complesso ed efficiente sistema tampone che è in grado di mantenere pressoché costante il valore del pH del sangue, quindi l’acidità del nostro corpo, indipendentemente dal tipo di alimentazione.

La natura del pH e i diversi effetti di questo parametro in ambito tecnologico ed igienico-sanitario motivano le differenze normative tra le acque distribuite in rete e le minerali in bottiglia. Mentre per le acque di acquedotto la legislazione (D.Lgs 31/2001) prevede che il pH sia compreso tra 6,5 e 9,5 e che in ogni caso le acque non siano aggressive, mentre per le acque minerali (D.M 10 febbraio 2015) non sono previste restrizioni per questo parametro.

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Di Salvatore Galeone

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