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La stella di S.Pellegrino e il cinema

La stella di S.Pellegrino e il cinema

S.Pellegrino, in occasione della 71esima edizione del Festival di Cannes scopri la storia dell’acqua con la stella che ha ispirato i grandi del cinema

MILANO - Oggi l’acqua S.Pellegrino è ritenuto un prodotto cult del Made in Italy, in grado di veicolare uno stile di vita tipicamente italiano, senza tralasciare la sua vocazione cosmopolita. Grazie a un’immagine glamour e immediatamente riconoscibile, sinonimo del bien vivre, che ben incarna i valori positivi del nostro Paese, S.Pellegrino è da sempre in linea con le nuove tendenze, soprattutto nel campo delle arti visive come ad esempio il cinema. In occasione della 71esima edizione del Festival di Cannes ripercorriamo la storia dell’acqua che ha ispirato i grandi del cinema

Un amore di lungo corso

La storia d’amore tra S.Pellegrino e il mondo del cinema affonda infatti  le proprie radici nel lontano 1949 con il film L’Imperatore di Capri, interpretato dal grande Totò, aprendo la strada ad un legame destinato a durare nel tempo: dai fasti di Cinecittà, la “mecca” che ha reso il cinema italiano d’autore conosciuto e ammirato in tutto il mondo, fino a manifestazioni come il Festival del Cinema di Venezia. La tradizione cinematografica italiana è diventata l’emblema del Made in Italy, veicolando la storia e la cultura del Paese attraverso intramontabili capolavori e brand che siano in grado di esprimere questa filosofia. S.Pellegrino appare nel ruolo di guest star in moltissimi film, italiani e stranieri, contribuendo a fare cultura e diventando ambasciatrice del Made in Italy.

Il cinema d’autore

Il cartellone gigante di S.Pellegrino sotto al quale parcheggiano Marcello Mastroianni e Magali Noël all’inizio del film La Dolce Vita (1960) è ormai un classico dell’immaginario felliniano; con Sean Connery-James Bond ne Dalla Russia con amore (1963) la bottiglia d’acqua minerale diventa il simbolo della raffinatezza e del glamour, quasi spettrale invece la sua apparizione nell’horror di Dario Argento, Opera (1987). Emblema del lusso e del bien vivre in La Dea dell’amore (1995) con Woody Allen e Helena Bonham Carter, in Ipotesi di reato (2001) con Ben Affleck e in Ocean’s Twelve (2004) con George Clooney, Brad Pitt e Catherina Zeta-Jones. E ancora guest star al fianco di dive del calibro di Gwyneth Paltrow ne I Tenembaums (2001), di Julianne Moore  in The Forgotten (2004), o di Penelope Cruz in Non ti muovere (2004) di Sergio Castellitto. Senza dimenticare l’ultima comparsa da Oscar ne La Grande Bellezza (2013) di Riccardo Sorrentino.

di Alessandro Conte

15 maggio 2018