“Lo stagno delle ninfee” di Monet, omaggio alla biodiversità

“Lo stagno delle ninfee” di Monet, omaggio alla biodiversità

Ci sono opere artistiche che ben interpretano la bellezza e l’unicità della natura. Uno di questi è il celebre quadro dell’artista impressionista.

MILANO – La tutela e la salvaguardia della biodiversità è un tema di importanza vitale, al quale tutti sono tenuti a contribuire. La conservazione degli habitat naturali e in generale la celebrazione della natura sono state protagoniste di movimenti artistici e opere d’arte. Ce n’è una in particolare capace di rendere manifesto il concetto di bellezza legata alla biodiversità: parliamo de “Lo stagno delle ninfee, armonia verde” di Claude Monet.

Il quadro

Realizzato nel 1899 e conservato al Musée d’Orsay di Parigi, il soggetto è ispirato al giardino in stile Giapponese riprodotto dal pittore francese presso la sua casa a Giverny, in Normandia. Qui Monet coltivava diverse piante esotiche che decoravano un ponticello di legno, che nella rappresentazione divide lo spazio pittorico orizzontalmente in due parti. Sullo sfondo sono presenti salici, canne, nasturzi, mentre nello stagno vi sono isole di ninfee. La sinfonia cromatica, con la predominanza del verde-natura, regala agli occhi di chi osserva questo dipinto una sensazione di pace assoluta, di connessione e armonia con la natura.

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Monet e la natura

Negli ultimi trent’anni della sua vita Claude Monet si dedica quasi esclusivamente al suo giardino e ai quadri che ritraggono la bellezza delle sue composizioni floreali. “Lo stagno delle ninfee, armonia verde” rientra all’interno della serie delle Ninfee, un ciclo di circa 250 dipinti realizzati dal pittore impressionista francese ispirandosi alla bellezza del suo giardino di Giverny. In questo paradiso, si trovano salici, canne, nasturzi, gladioli e sull’acqua si intravedono delle splendide ninfee. All’interno dei quadri della serie i colori cambiano: in alcuni accanto al verde domina il giallo, in altri l’azzurro, in altri ancora il rosso. Nelle opere della serie delle Ninfee, Monet ritrae lo stesso angolo e ne varia di poco il punto di vista o le ore della luce.

Lo stagno delle ninfee

Ad ispirare questo è molti altri quadri di Monet è lo stagno delle ninfee. Sulla superficie stagnante del laghetto si riflettono le frasche ed i fiori circostanti, mentre isole di ninfee riposano sulle acque con le corolle che predominano sulle foglie verdi. Dallo stagno emerge un anello di fitta vegetazione acquatica dove flora e fauna vivono in armonia e in equilibrio ecosistemico. Per rappresentare questo scorcio paradisiaco Monet utilizza pennellate piccole e irregolari con macchie di colore per un effetto di incredibile suggestione.

Progetti a tutela della biodiversità

Dalle opere d’arte del passato all’impegno del presente per garantire gli equilibri degli ecosistemi ambientali e della biodiversità anche per le future generazioni. Oggi per la conservazione e un uso sostenibile degli habitat naturali c’è bisogno che tutti gli attori istituzionali, i portatori di interesse e il mondo scientifico facciano la loro parte. In tale direzione è un esempio virtuoso la collaborazione tra il Gruppo Sanpellegrino e Federparchi presso la tenuta di Acqua Panna, situata nella zona del Mugello, dove sgorga ed è imbottigliata l'omonima acqua. Grazie all’accordo tra le parti la tenuta è diventata un laboratorio di ricerca a “cielo aperto” sulla biodiversità nell’ambito del progetto “La fonte della biodiversità di Acqua Panna, al fine di raccogliere utili dati di ricerca e metterli a disposizione della comunità scientifica. 

Di Salvatore Galeone

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