Milano Design Week nel segno della sostenibilità

Milano Design Week nel segno della sostenibilità

L’artista eco-concettuale Salvatore Bonajuto ha realizzato due installazioni sull’acqua per ritrovare la nostra dimensione perduta

MILANO - Un evento nell’evento nel segno della sostenibilità per gettare un ponte fra l’arte e il green. Durante  la Design Week Milano, capitale della moda e del bel vivere Made in Italy, sono in programma due prestigiosi e suggestivi happenings dedicati all’arte eco-friendly: protagonista l’artista catanese Salvatore Bonajuto. Nell’ambito del circuito Fuorisalone Bonajuto presenterà due scenografiche installazioni incentrate sul rapporto fra l’arte, l’acqua e la vita che tributeranno un omaggio all’ecosistema marino e al rilancio dei Navigli, storico quartiere milanese.

Dialogo tra uomo e natura

Nato e cresciuto in una città affacciata sul mare e figlio di una terra ricca di cultura, l’antica  Trinacria, profondamente legata all’acqua anche per la sua posizione geografica, Bonajuto ha scelto  di portare nella capitale del design il suo universo di colte reminiscenze, di spiritualità e di lirica passione per le bellezze della sua terra, elaborando una profonda riflessione metafisica sul senso della nostra vita sconvolta dalle ultime, drammatiche vicende globali, allo scopo di recuperare un dialogo intimo e autentico con il nostro habitat.

L’acqua è una sorgente ancestrale di vita, ma anche  una fonte di rinascita e di palingenesi, ed è soprattutto una metafora esistenziale e religiosa: durante  il lockdown ho recuperato oggetti naturali a me cari, come gusci di fiori, che ho rielaborato in forma di opere d’arte per immergermi in una nuova consapevolezza; il flusso dei pesci fra i flutti è lo spunto per ridare senso a un’esistenza capovolta; non a caso quest’opera è stata chiamata ‘Sottosopra’ a esemplificare la nostra condizione umana precaria e vulnerabile in questo delicato momento, cosi incerto e travagliato, in cui sembra di vivere in un mondo alla rovescia”, spiega l’autore del progetto.

Sottosopra

A questo mood si ispira l’evento ribattezzato appunto “Sottosopra” previsto il 10 giugno all’interno del tipico ristorante siciliano gourmet “Slow Sud”, a due passi dal Duomo: qui saranno esposte dieci tele dell’artista da lui realizzate per questo eloquente e originale progetto che fornisce l’occasione anche per una suggestiva mostra personale dell’artista. Fra queste saranno presentate anche le opere del ciclo “Black Tsunami” che rievoca le terre emerse e i cataclismi naturali. Qui la forza travolgente dell’acqua è rappresentata in tutta la sua primordiale e tumultuosa esuberanza, quell’acqua che è il nostro elemento primario, che alle soglie della civiltà ammantava la crosta terrestre e che forse un giorno tornerà a rivestirla.

Centocinquepiùuno

L’altro appuntamento con l’immaginifico mondo di Bonajuto denominato “Centocinquepiùuno” animerà l’area dei Navigli: ambassador dell’Associazione “Riapriamo i Navigli” l’artista allestirà un’installazione basata sui pesci che è anche un omaggio alla memoria del padre recentemente scomparso, personalità di riferimento per la sua città ed esponente di una blasonata dinastia di nobili siciliani. All’evento saranno presenti anche Milano Verde Azzurra e il Laboratorio LBA. Questa pregiata iniziativa nasce nel solco della manifestazione Canale a Colori organizzata da Arti Minime che si svolgerà a Milano dal 7 al 12 giugno sull’Alzaia Naviglio Grande.

Con la sua opera Centocinquepiùuno, Bonajuto celebra i pesci come simbolo di resurrezione e di continuità partendo da una motivazione quasi escatologica che travalica i confini della biologia per abbracciare una sfera superiore in adesione all’indole dell’artista. Una serie di pesci ricreati da Bonajuto saranno appesi a dei cavi d’acciaio, mentre l’opera culmina con una carpa, appesa a un amo di metallo, colta quasi nell’atto di tuffarsi nell’acqua del Naviglio, prefigurando una vita ultraterrena. “Sono estremamente grato a Milano per questa meravigliosa opportunità - dichiara l’artista - il mio debutto al Salone del Mobile mi offre una vetrina prestigiosa, glamour e cosmopolita che  amplifica il mio messaggio conferendogli una nuova, inusitata vitalità”.

Di Salvatore Galeone

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