Insufficienza idrica, quali paesi sono dipendenti dall’acqua?

Insufficienza idrica, quali paesi sono dipendenti dall’acqua?

Quasi 2 milioni di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso all’acqua. Ecco i Paesi che hanno più difficoltà di accesso alle risorse idriche

MILANO – L’acqua è un bene prezioso, da tutelare ogni giorno. Ogni anno a Stoccolma viene organizzata la settimana mondiale dell’acqua, la cosiddetta W.W.W (World Water Week), che rappresenta un punto di riferimento per le questioni idriche del globo. Organizzata da SIWI, (Stockholm International Water Institute), l’edizione 2015 si è svolta dal 23 al 28 agosto. Esperti, professionisti, innovatori e giovani professionisti si sono ritrovati per scambiare idee, promuoverle e sviluppare soluzioni sulle sfide legate all'acqua, come la problematica dell’insufficienza idrica. Nel 2015 infatti, quasi due miliardi di persone in tutto il mondo non hanno ancora accesso all’acqua.

Comprendere il problema

Durante l’ultima edizione della W.W.W , i leader mondiali hanno affrontato le problematiche legate all’acqua, mettendo sul tavolo le principali preoccupazioni legate alle risorse idriche e fissando nuovi obiettivi di sviluppo sostenibile. Comprendere le sfide che ogni giorno affrontano i paesi in difficoltà, rappresenta un primo passo fondamentale. Per misurare la portata del problema, un aiuto è stato dato dalla FAO  grazie ad  un indicatore noto come il "rapporto di dipendenza dall’acqua", che esamina la quantità totale d’acqua disponibile per ogni paese, importata all’interno dei propri confini dai paesi limitrofi.

Quali sono i paesi dipendenti?

I primi cinque posti sono occupati delle regioni dominate dal deserto. Paesi aridi del Medio Oriente, il Sahara e l'Asia centrale. Nel caso del Kuwait, il 100% delle sue risorse idriche rinnovabili provengono da paesi limitrofi. Sudan e l'Egitto sono fortemente dipendenti dal fiume Nilo, condiviso con altri nove paesi che si trovano  più in alto, lungo il corso del fiume. Allo stesso modo, il Bangladesh fa affidamento sul fiume Brahmaputra e sul Gange, entrambi in arrivo dall'India. In Ungheria invece, gli alti tassi di evapotraspirazione all'interno del paese (500-600mm / anno) fanno sì che l'acqua spesso evapori prima che venga sostituita da quella piovana, costringendo lo Stato ungherese a rifornisti dal Danubio e da altri fiumi.

di Redazione