You are here

Tracce di Vapore Acqueo su un Pianeta di un Altro Sistema Solare – In a Bottle

Acqua su altri pianeti? Trovate tracce di vapore acqueo su un pianeta lontano

La scoperta da parte degli scienziati riguarda K2-18b, un pianeta grande il doppio della Terra

MILANO - E’ stato recentemente trovato vapore acqueo all’interno di un lontano pianeta  grande più del doppio della Terra. Il pianeta K2-18b è il più piccolo tra i satelliti finora scoperti a contenere acqua nella propria atmosfera. Gli scienziati non escludono la possibilità di piogge al suo interno e rimane l’ipotesi di vita extraterrestre nascosta sul pianeta.

La scoperta che potrebbe far supporre vita extraterrestre

Scoprire tracce di vapore acqueo in un esopianeta - un mondo al di fuori del nostro Sistema Solare - ha lasciato gli scienziati stupiti ed entusiasti. Non è la prima volta che questa preziosa molecola viene trovata al di fuori della Terra, ma gli esopianeti scoperti precedentemente erano del tutto privi di superficie. Si trattava, infatti, di agglomerati di gas di enormi dimensioni, simili a pianeti come Giove o Nettuno, non di certo quindi adatti ad ospitare forme di vita.

Il pianeta K2-18b, molto simile alla nostra Terra

Questo satellite, chiamato K2-18b e descritto in modo dettagliato in un articolo presentato al Giornale Astronomico e pubblicato su arXiv nei giorni scorsi, ha mostrato qualità inedite fino ad ora. Molto simile alla nostra Terra ma circa nove volte più denso, è un tipo di satellite che, per le sue caratteristiche, è spesso identificato con il nome di “mini-Nettuno”. Pianeti di queste dimensioni sono abbondanti nella nostra galassia, ma sono assenti nel nostro Sistema Solare. Il K2-18b orbita in un “punto ideale” intorno alla stella che lo ospita, nota come “zona abitabile”, nella quale risulta ottimale la temperatura dell'acqua che potrebbe essere raccolta sulla sua superficie. "Per la prima volta, in un pianeta in questo regime di temperatura stiamo dimostrando che c'è effettivamente acqua liquida", afferma Björn Benneke, ricercatore dell'Università di Montreal ed autore principale dello studio pubblicato sull'ArXiv, The Verge.

di Salvatore Galeone

Source: Adobe Stock

30 Settembre 2019