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Michele Carruba spiega il rapporto tra idratazione e obesità

Michele Carruba spiega il rapporto tra idratazione e obesità

L’esperto è tra i firmatari del Manifesto sull’Idratazione e della richiesta per l’istituzione di una Giornata Nazionale dell’Idratazione partita da Expo con il sostegno di Sanpellegrino.

MILANO – Nell’immaginario comune l’obesità viene associata spesso al tipo di alimentazione e poche volte a ciò che si beve. A fare chiarezza su questo rapporto è intervenuto Michele Carruba, esperto del Centro per lo Studio e la Ricerca sull'obesità del Dipartimento di Biotecnologie Mediche e Medicina Traslazionale dell’Università degli Studi di Milano. Il professore ha spiegato il rapporto tra idratazione e obesità nel corso della conferenza internazionale sull’idratazione tenutasi all’interno di Expo e durante la quale i maggiori esperti del tema hanno lanciato al Ministero della Salute la richiesta di istituire una Giornata Nazionale dell’idratazione.

I rischi di obesità e sovrappeso

L'eccesso di peso, in particolare il grasso intra-addominale, è associato ad una serie di condizioni che sono noti fattori di rischio per le malattie cardiovascolari, tra cui: ipertensione; dislipidemia; insulino-resistenza; diabete di tipo 2; cancro; malattie renali; malattie epatiche. L’obesità e altri disordini metabolici sono diventati “epidemie” sanitarie del 21 ° secolo. Ci sono più di 1 miliardo di adulti in sovrappeso nel mondo e almeno 300 milioni sono considerati obesi. Preoccupante è il dato relativo ai più piccoli: nel mondo sono in sovrappeso ben 22 milioni di bambini sotto i 5 anni.

L’incidenza delle calorie liquide

Le abitudini alimentari moderne stanno portando anche ad un aumento delle cosiddette calorie liquide, ovvero di bevande caloriche. Per fare un esempio, negli Stati Uniti il consumo di queste bibite è aumentato del 300% negli ultimi 20 anni. L’eccessivo consumo di queste bevande è associato a una serie di problemi per la salute che vanno dalla sindrome metabolica al diabete di tipo 2. Uno studio prospettivo ha osservato che negli scolari questa abitudine può aumentare del 60% il rischio di obesità.

Promuovere la corretta idratazione

Soprattutto sui banchi di scuola è opportuno sensibilizzare i bambini a bere sano e l’acqua dovrebbe rappresentare la prima scelta. Questo perché è una bevanda non calorica, senza zucchero, senza additivi e non acidificata. Il suo consumo non è associato ad un aumento di peso o disturbi metabolici e diversi studi hanno dimostrato che bere acqua aiuta a ridurre la prevalenza di sovrappeso negli scolari.