Non Sempre sulla Terra c’è Vita dove c’è Acqua – In a Bottle

Sulla Terra scovato un posto dove c’è acqua, ma non la vita

Lo studio, condotto da scienziati francesi e spagnoli, si è focalizzato su uno specifico luogo dell’Africa

MILANO – Negli sfiati termali sul fondo del mare, nel punto più profondo di una grotta, nella lava e nei ghiacciai: sembra che sulla Terra, ovunque ci sia l’acqua, ci sia conseguentemente anche la vita. Secondo uno studio condotto da alcuni scienziati, però, è emerso che sul nostro Pianeta esiste un posto dove l’acqua abbonda ma in cui, stranamente, non esistono forme di vita. L’area si chiama Dallol ed è un campo geotermico situato in Etiopia, luogo di numerosi stagni caldi, acidi ed ipersalini.

La conformazione del territorio

La “regione” africana del Dallol presenta un territorio con un’intensa attività idrotermale: c’è un grande cratere vulcanico ricco di sale, dove il caldo intenso fa bollire l’acqua e, allo stesso tempo, vengono emanati  gas tossici. Il Dallol stesso, inoltre, è localizzato nella Dancalia: una zona remota conosciuta per le sue mille tonalità di colore e di forme. Le sue sorgenti idrotermali scaricano l’acqua ad una temperatura di 108 °C. Si tratta di acqua anossica (ovvero priva di ossigeno), ipersalina ed iperacida. In questo habitat, secondo alcuni esperti, diversi minerali ricchi di silice possono apparire al microscopio come delle cellule microbiche.

Cosa è emerso dallo studio

La ricerca, condotta da alcuni studiosi francesi e spagnoli, è stata pubblicata sulla rivista Nature con il titolo “Hyperdiverse archea near life limits at the polyextreme geothermal Dallol area”. Questo luogo, infatti, è stato oggetto, in passato, di studi dai quali era emerso che nella regione del Dallol c’era vita. L’indagine corrente, invece, ha ribaltato questi risultati, sostenendo che la vita non sarebbe potuta esistere a causa delle condizioni estreme dell’ambiente. “Dopo aver analizzato molti più casi rispetto al precedente studio – dichiara il ricercatore Puri López García – e dopo aver adottato controlli adeguati ed una precisa metodologia di lavoro, abbiamo verificato che non c’è vita microbica in queste piscine salate, calde ed iperacide, o nei vicini laghi salati e ricchi di magnesio”.

Il ricercatore ha inoltre affermato che i precedenti studi potrebbero aver individuato delle strutture microscopiche che, osservate sotto ad una lente, potrebbero essere state confuse con delle cellule. “In altre indagini– conclude – a parte la contaminazione di campioni con archeobatteri provenienti da terre adiacenti, queste particelle minerali potrebbero essere state interpretate come delle cellule fossilizzate, quando in realtà si sono formate, in maniera spontanea, in zone dove non c’è vita”.

di Michael Dones

Source: Adobe Stock

13 Dicembre 2019