Le città ciclabili dove si pedala di più funzionano meglio

Le città ciclabili dove si pedala di più funzionano meglio

Dalla mobilità alla qualità degli spazi pubblici: scopri perché le città più ciclabili sono spesso anche quelle dove si vive meglio.

MILANO - Non è soltanto una questione di piste ciclabili. Nelle città dove la bicicletta entra davvero nelle abitudini quotidiane, cambia anche il modo di pensare strade, quartieri e spazi pubblici. Una mobilità più attiva può contribuire a ridurre congestione e inquinamento e, allo stesso tempo, favorire stili di vita più sani.

Il legame tra città ciclabili e qualità della vita non significa però che basti aumentare il numero di biciclette per far funzionare meglio una città. Piuttosto, un elevato utilizzo della bici è spesso associato a scelte urbanistiche più ampie: infrastrutture sicure, servizi accessibili, integrazione con il trasporto pubblico e maggiore attenzione alle persone.

Città ciclabili, cosa ci dicono i dati europei

Un'analisi della European Cyclists' Federation sui dati del Report on the Quality of Life in European Cities 2023 della Commissione europea offre alcuni elementi interessanti. Nel campione di 83 città, il 14% degli intervistati indica la bicicletta tra i principali mezzi utilizzati in una giornata tipo. A Groningen, nei Paesi Bassi, la quota raggiunge il 46%; in Italia Bologna arriva al 18%, contro il 5% di Roma.

Incrociando questi dati con quelli sulle infrastrutture, ECF ha inoltre rilevato una correlazione tra la presenza di infrastrutture ciclabili separate dal traffico e l'uso della bicicletta. La stessa analisi individua anche un'associazione tra maggiore presenza di infrastrutture ciclabili e soddisfazione dei cittadini per gli spazi pubblici. Si tratta di correlazioni, non di una prova di causalità, ma suggeriscono quanto mobilità e qualità urbana possano essere strettamente connesse.

Meno traffico, più spazio per le persone

Quando una parte degli spostamenti urbani avviene in bicicletta, il vantaggio non riguarda soltanto chi pedala. La Commissione europea riconosce infatti il ciclismo come una modalità di trasporto sostenibile, accessibile ed economicamente conveniente, capace di contribuire alla riduzione dell'inquinamento e della congestione urbana e alla promozione di stili di vita più sani.

La bicicletta occupa inoltre meno spazio rispetto all'auto privata. Favorirne l'utilizzo può quindi inserirsi in una trasformazione più ampia delle strade, dove lo spazio urbano può essere destinato anche a marciapiedi, verde, aree di incontro e collegamenti più sicuri.

Pedalare fa bene anche alla salute

La mobilità ciclabile ha poi una caratteristica particolare: trasforma uno spostamento quotidiano in attività fisica. Andare al lavoro, a scuola o a fare la spesa può diventare così un'occasione per muoversi senza dover necessariamente ritagliare altro tempo nella giornata.

Anche per questo la Dichiarazione europea sulla ciclabilità sottolinea il contributo della bicicletta alla salute fisica e mentale e al benessere, oltre al suo ruolo nel contrastare i rischi legati alla sedentarietà.

La bicicletta funziona quando funziona la città

Una città ciclabile, però, non nasce semplicemente disegnando qualche corsia sull'asfalto. Servono reti continue e sicure, parcheggi adeguati e collegamenti con autobus, tram e treni. Sono proprio alcuni degli obiettivi fissati dalla Dichiarazione europea sulla ciclabilità, adottata nel 2024 da Parlamento europeo, Consiglio e Commissione. Nel 2026 la Commissione ha censito a livello europeo oltre 900.000 chilometri di percorsi e corsie accessibili ai ciclisti e ha rilevato che quasi il 24% dei residenti dell'UE usa la bicicletta almeno una volta alla settimana, pur con forti differenze tra Paesi e territori. La bicicletta diventa così qualcosa di più di un mezzo per andare da un punto all'altro. È uno degli elementi di un modello urbano che prova a mettere al centro prossimità, sicurezza, salute e qualità dello spazio pubblico. E forse è proprio questo il motivo per cui, osservando molte delle città dove si pedala di più, si finisce per parlare non soltanto di mobilità, ma di come si vive la città.

 

Fonti

 

di Michela d’Archivio

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