Cambiamenti climatici, le Cascate Vittoria sono in secca - In a Bottle

Cambiamenti climatici, le Cascate Vittoria sono in secca

Lo stato in cui riversano le famose cascate ed il commento del Presidente dello Zambia Edgar Chagwa Lungu

MILANO – Con il fronte lungo più di un chilometro e mezzo e un’altezza che supera i 100 metri, sono da sempre un’attrazione turistica che, ogni anno, porta in Zambia migliaia di visitatori: stiamo parlando delle Cascate Vittoria. La siccità che ha colpito la Nazione africana negli ultimi giorni, però, le ha quasi completamente prosciugate ma ciò, secondo le Istituzioni, sarebbe stato provocato da altri fattori, come ad esempio il sempre più preoccupante cambiamento climatico.

I dati forniti dalla ZRA e il commento del Presidente Lungu

L’intensità e la potenza di queste cascate subiscono regolarmente delle “variazioni” in base alla stagione in cui ci si trova, quindi è naturale che subentrino dei periodi di siccità ma, secondo le autorità del posto, quest’anno si è verificato un peggioramento senza precedenti per quanto riguarda il livello delle acque. La ZRA (Zambesi River Authority), infatti, sostiene che è dal lontano 1995 che non c’era così poca acqua nella zona. Edgar Chagwa Lungu, presidente dello Zambia, condividendo alcune fotografie sul proprio profilo Twitter, ha aggiunto che “lo stato in cui riversano le Cascate Vittoria è un chiaro segnale di come i cambiamenti climatici stiano agendo sul nostro ambiente e sulla nostra esistenza”.

Alcune curiosità sulle Cascate Vittoria

Le Cascate Vittoria si trovano lungo il corso del fiume Zambesi che, proprio in questo punto, demarca il confine (sia geografico che politico) tra lo Zambia e lo Zimbabwe. La loro particolarità è data dal fatto che sono site in una gola profonda e stretta, che permette ai visitatori di ammirare tutto il fronte della cascata dall’altra sponda. David Livingstone, un esploratore di origine scozzese, fu il primo occidentale a visitare il luogo e, nel novembre del 1855, ispirandosi alla Regina d’Inghilterra, diede loro il nome Vittoria. Queste, però, a livello locale, sono note con il soprannome di “Mosi-oa-Tunya” che significa “il fumo che tuona”. Hanno ottenuto, infine, il riconoscimento, da parte dell’Unesco, di Patrimonio dell’Umanità.

di Salvatore Galeone

Source: Adobe Stock

3 Febbraio 2020