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Post-Water, percorso narrativo sul tema dell’acqua

Post-Water è la mostra curata da Andrea Lerda che propone una riflessione sull’acqua; un percorso narrativo sul narcisismo della società contemporanea

TORINO – Post-Water è una riflessione sull’acqua, tema di grande urgenza collettiva che, attraverso un approccio semantico, tra rimandi al passato, a scenari attuali e a visioni future, vuole indurre nei visitatori una riflessione sul concetto di narcisismo della società contemporanea.

La mostra Post-Water, a cura di Andrea Lerda, che si inserisce all’interno di un momento storico in cui l’impatto antropico sta portando alla luce gli effetti della carenza del senso di responsabilità e di sostenibilità della società globale, resterà aperta fino al 17 marzo 2019 presso il Museo Nazionale della Montagna di Torino.

Un percorso di responsabilizzazione della società

La mostra Post-Water si inserisce nel dibattito globale sul più essenziale elemento naturale, che genera e garantisce il mantenimento della vita e rappresenta solamente uno dei beni che soffrono la crisi acuta del senso di responsabilità del nostro tempo. Fusione dei ghiacciai, inquinamento dei mari e degli oceani, desertificazione dei laghi e dei fiumi. Sono le immagini più inquietanti che l’era dell’Antropocene è stata in grado di produrre, alterando gli equilibri naturali a ogni livello.

Secondo Jeff Peakall, docente di Process Sedimentology presso l’Università di Leeds, la Terra è molto più resiliente di quanto immaginiamo. È molto probabile che l’uomo si estinguerà, mentre il nostro pianeta procederà nel suo percorso naturale di vita. Il punto allora potrebbe non essere legato a quanto l’impatto antropico sia devastante sul lungo periodo.

Dal mito a oggi

Il percorso narrativo di Post-Water parte da un riferimento al mito di Narciso e chiama in causa il visitatore come protagonista nel processo autolusinghiero di attivazione delle opere fin dal primo momento.

Mai come oggi il rimando a questa figura mitologica risulta più adeguato per descrivere l’atteggiamento e il pericolo costante di de-realizzazione dell’uomo contemporaneo. Mai come oggi siamo tutti chiamati a interrogare il nostro senso di responsabilità e la nostra capacità di curare lo sguardo, nessuno escluso.

di Salvatore Galeone

12 dicembre 2018