Radar Sharad scopre acqua su Marte: 246 volte il lago di Garda alt_tag

Radar Sharad scopre acqua su Marte: 246 volte il lago di Garda

Il radar Sharad, sviluppato dall'Università La Sapienza di Roma insieme all'Asi ha scoperto acqua su Marte. Un bacino 246 volte il lago di Garda.

MILANO – Grazie ai dati raccolti da uno strumento italiano, montato sul Mars reconnaissance orbiter della Nasa, che da 10 anni studia la superficie del pianeta rosso, è stato possibile fare questa sensazionale scoperta, che è stata pubblicata sul Geophysical research letters. In sostanza gli astronauti che approderanno su Marte potrebbero trovare chilometri cubi di acqua: basterà solo scavare e farla sciogliere perché, sotto i rivoli spesso individuati dall’occhio tecnologico di ghiaccio ce ne sarebbe in abbondanza.

La scoperta

A individuare la una distesa di ghiaccio d'acqua pochi metri sotto la superficie della Utopia planitia, una vasta regione pianeggiante alle medie latitudini nell'emisfero boreale, è stato il radar Sharad. Secondo i ricercatori si tratta di un bacino più esteso dell'Italia intera, spesso da 80 a oltre 500 metri e con una capacità pari al lago Superiore, quasi 250 volte il lago di Garda. Composto dal 50 all'85 per cento di ghiaccio d'acqua, mischiato con polveri e roccia. Sharad ha trovato questa gigantesca riserva d'acqua analizzando dall'orbita le onde di rimbalzo a bassa frequenza. È il contributo italiano alla missione Mro ed è stato ideato, sviluppato e costruito nel nostro Paese grazie alla collaborazione tra l'Agenzia spaziale italiana, Thales Alenia space e l’Università La Sapienza di Roma.

Le conferme sul passato di Marte

Questa scoperta getta nuove conferme anche sulle ipotesi che riguardano il passato del pianeta rosso. La presenza della riserva di ghiaccio d'acqua in questa posizione, infatti, sarebbe dovuto allo spostamento dell'asse del pianeta, che un tempo era più inclinato rispetto a oggi. Questa ipotesi è stata fatta una alcuni anni fa grazie proprio ai dati raccolti da Sharad, la stratigrafia del suolo ai poli ha mostrato variazioni climatiche dovute alla diversa esposizione ai raggi solari. L'asse di Marte varia la sua inclinazione fino al doppio di quella attuale (25 gradi) con cicli di 120mila anni. In un periodo recente della storia marziana, dunque, qui deve essere stato molto più freddo. "Sono stime ancora non precisissime ma i dati sono molto confortanti – ha spiegato Roberto Seu, de La Sapienza e responsabile scientifico di Sharad - ed era quello che speravamo perché gli unici grandi bacini di ghiaccio d'acqua conosciuti erano quelli dei Poli, dunque in zone piuttosto inospitali, dove è complicato pensare a una base per l'esplorazione umana". Potrebbe essere una risorsa accessibile sia per la posizione a latitudini basse che per le caratteristiche della regione, piatta e adatta all'atterraggio di un veicolo spaziale.

di Alessandro Conte

11 gennaio 2017 

credits: Fotolia

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