Bitcoin: in Russia la Criptovaluta viene prodotta dall’Acqua – In a Bottle

Computer alimentati ad acqua per la produzione di Bitcoin: ecco la storia di Bitriver

Una start-up russa ha impiegato una centrale idroelettrica in disuso per la produzione di criptovaluta

MILANO – Serjey Runets ed Oleg Deripaska, i fondatori della start-up russa Bitriver, si sono recentemente fatti conoscere per aver ridato vita alla centrale, ormai in disuso, di Bratsk, riconvertendola in maniera insolita. Ma che cos’hanno fatto di così particolare? Hanno impiegato l’energia idroelettrica proveniente dal bacino idrico su cui si affaccia la struttura per fornire l’alimentazione necessaria ad un data center per la produzione di Bitcoin. L’idea, unita al fatto che in Siberia ci siano temperature molto basse, è stata la fortuna dell’azienda, che ha potuto impiegare l’acqua del bacino idrico anche per il processo di raffreddamento.

Da dove nasce questa idea rivoluzionaria per produrre bitcoin?

I Bitcoin, negli ultimi anni, sono diventati una delle fonti di guadagno più ambite in quanto disponibili sul mercato in numero limitato e destinati ad esaurirsi in un futuro non tanto lontano. Dato che i computer adibiti alla produzione di criptovaluta svolgono notevoli quantità di lavoro, hanno necessità di un rifornimento costante di energia, ma anche di metodi di raffreddamento per evitare un eccessivo surriscaldamento. Ed ecco che Sergey Runets ed Oleg Deripaska, i fondatori di Bitriver, hanno avuto l’idea di impiegare la centrale idroelettrica di Bratsk, caduta in disuso dopo il crollo dell’Unione Sovietica. La diga, infatti, è ancora in funzione, così come è presente una grande quantità di acqua che può essere impiegata per altri scopi.

Il commento della compagnia russa Bitriver

“Ciò che garantiamo è un funzionamento affidabile e senza interruzioni delle attrezzature minerarie, perché sappiamo come lavorare su larga scala. Al momento il data center è costituito da più di 20 mila dispositivi per un totale di 30 MW’’’ “si può leggere sul sito della compagnia. Le incredibili funzionalità della start-up, inoltre, hanno iniziato ad attirare molti investitori stranieri provenienti da ogni parte del mondo: professionisti del Giappone, della Cina e degli Stati Uniti, per esempio, hanno già firmato per l’affitto del sito costruito per il minare delle monete digitali. La compagnia russa, infatti, non produce direttamente i Bitcoin, ma noleggia i propri prodotti e le funzionalità ottenute grazie alla riserva d’acqua del bacino siberiano.

di Salvatore Galeone

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23 Dicembre 2019