Drop 99, filtro Made in Italy che purifica l'acqua

Drop 99, filtro Made in Italy che purifica l'acqua

Lanciato sul portale di crowdfunding Ululem, Drop 99 è il filtro Made in Italy che purifica l'acqua contaminata a basso prezzo

MILANO -  Secondo le proiezioni della World Health Organization entro il 2025 metà della popolazione mondiale vivrà in zone “water stressed” e se non si agisce subito 3,4 miliardi di persone rischieranno di non avere più accesso ad acqua potabile. Ad oggi quasi 2 miliardi di persone sono costrette ad utilizzare fonti di acqua non pura, rischiando di contrarre malattie (come colera, dissenteria e tifo) che molto spesso si rivelano fatali. Per far fronte a questa emergenza è nato il progetto italiano “Drop 99”, un filtro portatile che gli ideatori sostengono possa bloccare il 99,99999% dei batteri contenuti nelle acque inquinate, garantendone l’assunzione senza il rischio di contrarre malattie batteriche. 

Dal filtro alla campagna educativa

Come spiegato dalla Sustainable Water Project, società che ha dato vita al progetto, il filtro garantisce le stesse performance di altri filtri già presenti sul mercato ma ad un prezzo molto più contenuto (15 euro). Il basso costo permetterà una più diffusa distribuzione nel mondo, soprattutto nei Paesi in cui l’assenza di acqua pulita è la causa primaria di morte.

Crowdfunding che fa bene

Per permetterne lo sviluppo, gli ideatori di Drop 99 hanno lanciato il progetto sulla piattaforma Ululem. Con oltre un milione e mezzo di utenti in tutto il mondo e il 67% di tasso di successo, Ululem è la piattaforma di crowdfunding con maggior percentuale di successo per progetti finanziati al mondo. Grazie ai fondi raccolti attraverso la piattaforma, il team si recherà personalmente in paesi del mondo come Nigeria, Kenya, Tanzania, Madagascar, Guatemala ed Equador per donare ad ogni bambino un filtro che permetta, a lui e la sua famiglia, di bere acqua pulita. Inoltre, grazie all’aiuto di banche di microcredito, si provvederà a creare una distribuzione in loco al fine di diffonderne l’uso.

di Alessandro Conte

9 maggio 2017

credits: Ululem