Massimo Braconi, dalle Dolomiti alla Cina: quando la passione diventa lavoro - In a Bottle

Massimo Braconi, dalle Dolomiti alla Cina: quando la passione diventa lavoro

Una vita con la neve nel cuore. Dalle spedizioni in Georgia ed in Iran alle lezioni di sci e camminate esplorative: la storia di un freerider professionista ed alpinista d’alta quota

MILANO – Massimo Braconi, 57 anni, vive a Colderù, una piccola frazione in provincia di Belluno. È un freerider professionista, alpinista d’alta quota e viaggiatore esperto. Ha visitato gran parte della Terra: dalla Cina al Giappone, passando per l’Argentina ed il Circolo Polare Artico. Viaggi all’insegna della neve e del ghiaccio che hanno lasciato in lui emozioni “cristallizzate”. E, per renderle tali, le ha trasformate in video-racconti. I “Diari del Brac”, disponibili sul suo sito e sul proprio canale YouTube, raccontano la bellezza della Natura dal punto di vista di un atleta che ama profondamente il suo sport. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare la sua storia.

Raccontaci un po’ di te e com’è nata la tua passione per la montagna.

“Ho iniziato la mia attività professionistica nel 1982, in occasione della mia prima spedizione in Nepal. Durante la mia esperienza ho svolto uscite esplorative ed alpinistiche, fino a concludere la mia carriera, nel 1991, con la mia ultima ‘missione’ sull’Himalaya. Sono quindi diventato maestro di sci e guida vulcanologica, continuando, supportato dai miei sponsor, a fare spedizioni. Dalla Patagonia, all’Argentina, fino al Circolo Polare Artico: sempre e comunque affiancato dalla neve. Nell’ultimo periodo ho co-prodotto, assieme alla casa di produzione Bapufilm, una serie di documentari. Ho raccontato così diversi viaggi alla ricerca di posti un po’ particolari: Cina, Giappone, ma anche Iran e Georgia. Ho attiva anche una collaborazione con Arabba Holidays, un’agenzia che fa parte della mia scuola di sci all’interno del Parco delle Dolomiti bellunesi. L’idea sarebbe quella di, oltre a fare le classiche lezioni sulla neve, proporre dei ‘pacchetti’ settimanali in cui si fanno degli itinerari visitando le Dolomiti. In estate, invece, mi trasferisco in Sicilia dove faccio la guida, per l’agenzia Aitne, sull’Etna e sullo Stromboli”.

Parlaci dei viaggi che hai fatto in Cina, Iran e Georgia.

“Ogni viaggio ha la sua particolarità. L’Iran è stato una sorpresa, poiché abbiamo trovato persone molto socievoli e simili a noi per quanto riguarda ospitalità ed alimentazione. La Georgia non l’ho trovata cambiata rispetto la prima volta che l’ho visitata, anche se c’è stata una notevole crescita a livello economico. La Cina è stata un po’ particolare perché sono stato travolto da una valanga. È stata un’esperienza forte anche per i miei compagni di viaggio, a cui devo davvero molto”.

Che cosa rappresenta per te la neve ed il ghiaccio?

“Per molti la neve viene considerata un elemento su cui scivolare, ma invece è duttile e variabile. Crea una sorta di silenzio, dove, durante le nevicate, tutto si ovatta. A seconda delle temperature, poi, crea un suo linguaggio e rumore. La neve si trasforma ulteriormente e diventa ghiaccio, elemento che salvaguarda la Natura. Un altro momento importante è quello del disgelo, dove si trasforma in acqua, che possiede un altro linguaggio. Quest’ultima è una fonte di vita, per noi e per il Pianeta. È un qualcosa di vivo, un elemento che si trasforma e che crea dei suoi silenzi e linguaggi”.

Quanto è importante l’idratazione in discipline come la tua?

“L’errore che fanno in molti è non distribuire la giusta quantità di acqua lungo tutta la giornata. L’ideale sarebbe bere, in maniera continua, piccoli sorsi durante il giorno. Così facendo non ci si sente troppo gonfi e ci si mantiene idratati. Durante le spedizioni in alta quota, poi, bisogna bere continuamente e trasformare la neve in acqua per mantenere corpo e fisico idratati, in modo tale da permettere una regolare fluidificazione del sangue. Bisogna seguire una corretta idratazione anche d’inverno, sebbene non si avverta la sensazione di sete a causa del freddo”.

A casa segui un programma di allenamento particolare? Ci puoi dare qualche consiglio?

“Non farsi prendere dalla pigrizia. Distribuire gli esercizi lungo tutto l’arco della giornata. Vanno bene addominali, stretching ed uso di manubri e pesi, che possono essere sostituiti da alcune bottiglie di acqua. Questo mantiene il proprio fisico tonico ed attivo. Ci si sente meglio, si mobilita il metabolismo e le endorfine, che vanno ad agire a livello mentale facendo sentire l’individuo meno fiacco e più attivo”.

di Michael Dones

Source: Joydis

27 Aprile 2020