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Anziani e idratazione: perché non sentono lo stimolo della sete

Anziani e idratazione: perché non sentono lo stimolo della sete

Una ricerca australiana dimostra come la disidratazione negli anziani avvenga perché non sono in grado di coordinare i segnali sensoriali della sete

MILANO – Gli anziani non bevono abbastanza acqua e durante le forti ondate di calore si disidratano perché il loro cervello e il loro corpo non sono in grado di coordinare i segnali sensoriali della sete. È quello che sostiene un nuova ricerca australiana, condotta da Gary Egan, professore associato presso l'Università di Melbourne. Quindi conoscere il problema significa prestare maggiore attenzione alle persone anziane e invitarle a bere più spesso acqua e quindi a idratarsi.

Lo sviluppo dello studio

Sostiene l’esperto Gary Egan che esiste un alto tasso di persone anziane che muore a causa della disidratazione. Nel 2003 in Francia durante un'ondata di caldo, c’è stato un decesso di 14.000 persone per lo più anziani, questo è stato attribuito a una scarsa idratazione. “Tale  questione diventa di fondamentale importanza per la sanità pubblica”, ha aggiunto.

Lo studio è stato sviluppato su un campione di 10 uomini giovani (età media 23 anni) e su un altro di 12 uomini anziani di buona salute (età media 68 anni). I ricercatori hanno iniettato soluzione salina nei volontari per provocargli il senso di sete e poi questi ultimi sono stati autorizzati a bere. Egan ha rilevato che gli uomini più anziani hanno bevuto meno acqua per dissetarsi, questo perché anche una piccola quantità d’acqua è sufficiente per placare l’attivazione cerebrale in cui si sviluppa il senso di sete. Probabilmente, come spiega Egan, questa carenza di sete è il risultato di deboli segnali provenienti dal corpo, dovuti all’invecchiamento dei muscoli dello stomaco.

L’importanza dell’idratazione

Lo studio ha concluso che, una soluzione, potrebbe essere quella di bere seguendo un accurato programma “per ridurre il rischio di disidratazione nelle persone anziane, ma anche evitare un eccessivo apporto di acqua e dei rischi associati di gonfiore cerebrale.” Il lavoro di Egan, con il suo team di scienziati è uno dei tanti studi sulla sete negli anziani, ha detto Neil E. Rowland, professore di psicologia presso l'Università della Florida, ma l’aspetto interessante è che ha osservato la corteccia cingolata, una regione del cervello che non è stata ampiamente studiata dai ricercatori della sete.

di Valentina Izzo

7 settembre 2017

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