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Jogging, oltre le cuffiette non dimenticate l’idratazione

L’estate risveglia gli spiriti sportivi degli italiani e anche i più pigri riscoprono il piacere della corsetta e dello jogging domenicale incoraggiati dalla bella stagione

Niente solleone, sì all’acqua sempre a portata di mano: i consigli dell’esperto su come fare jogging durante l’estate

MILANO - L’estate risveglia gli spiriti sportivi degli italiani e anche i più pigri riscoprono il piacere della corsetta e dello jogging domenicale incoraggiati dalla bella stagione. Tuttavia ci sono alcune cautele da seguire e alcuni rischi da scongiurare, primo fra tutti la disidratazione del corpo. Il consulent running Ignazio Antonacci spiega a tutti gli amanti della corsetta estiva le giuste regole da osservare per tutelare la salute e il benessere del corpo.

Qual è il momento ideale della giornata per correre?

Analizzando il periodo estivo, il caldo fa da padrone e le temperature sono più elevate, il momento ideale per andare a correre è sicuramente il mattino presto, per chi può sarebbe ideale dalle 6.00 alle 7.30 circa. Altrimenti se per motivi di lavoro non fosse possibile,  va bene anche nel tardo pomeriggio dopo la giornata di lavoro, dalle 19.00 alle 20.30. Sono sconsigliati orari come l’ora di pranzo o il primo pomeriggio per un maggior incremento della temperatura esterna con conseguente maggior difficoltà per l’organismo di sopportare lo sforzo fisico adeguato.

Quali sono gli effetti più importanti del primo caldo estivo su chi sceglie di fare jogging?

Gli effetti più importanti e significativi delle prime giornate calde a cui andiamo incontro, su un organismo attivo che si appresta a svolgere dell’attività fisica, dello jogging, è sicuramente una maggior perdita di sali minerali(magnesio, potassio, sodio, etc) e vitamine, con conseguente stati di disidratazione che necessita prevenire. Non è  raro vedere gente che ha problemi, specie dopo una prolungata e intensa esposizione al sole e durante l’attività fisica, per un abbigliamento non adeguato che permetta termoregolazione, per un orario non consono al proprio organismo per allenarsi al meglio.

Quando si corre, ogni quanto è opportuno bere?

Quando sappiamo che dobbiamo svolgere dell’attività fisica, dobbiamo affrontare un allenamento di corsa nell’arco della giornata, in primis è fondamentale prevenire uno stato di disidratazione bevendo acqua per preparare l’organismo allo sforzo. Poi in base al tempo di corsa prevista è auspicabile organizzarsi con dei rifornimenti di acqua almeno ogni 20’00 in base alle proprie esigenze e condizione fisica del momento. Se possibile anche abbassando la temperatura rinfrescandosi una tantum.

Quali sono i rischi maggiori cui il corpo umano va incontro se non viene idratato correttamente?

Le problematiche e rischi maggiori che un soggetto che pratica attività fisica può subire, sono strettamente correlate a una disidratazione che può essere di piccola, media e grave entità, fino al colpo di calore e svenimento con perdita di conoscenza. Tutto ciò ovvio che dal punto di vista condizionale pregiudica la propria performance fisica, e dal punto di vista salutistica arreca dei danni più o meno gravi all’organismo che possono essere evitati.

Come ci si deve idratare per affrontare le corse al parco e il primo caldo della stagione?

E’ indubbio e risaputo che si può stare qualche giorno senza mangiare, ma senza bere è impossibile, si rischia la vita, ancora di più quando si deve svolgere un’attività fisica di endurance, come la corsa, ove il consumo e la dispersione di liquidi è maggiore in questo periodo dell’anno. Quindi è preferibile idratarsi prima della corsa con acqua ricca di sali minerali indispensabile per permettere la contrazione muscolare ed evitare crampi e spasmi muscolari. Durante la seduta di corsa è possibile abbassare la temperatura corporea rinfrescandosi sotto una fontana e bere all’occorrenza per rifornire i liquidi persi con la sudorazione. Stessa situazione dopo la corsa per recuperare prima i liquidi persi, è auspicabile e consigliato bere acqua ricca di minerali nell’arco di 15’00-30’00 dopo lo sforzo fisico perché il corpo è più ricettivo all’introduzione di liquidi. Oltre sicuramente a una alimentazione ricca di acqua e fibre , come frutta fresca di stagione.

Nell’idratazione del corpo, ci sono differenze tra sportivi e amatori?

Sicuramente come per il mangiare , anche per il bere, un organismo che consuma maggiormente necessita di integrare nelle giuste misure. Quindi anche per l’idratazione un organismo di uno sportivo che si allena più intensamente necessita di fare attenzione alle perdite eccessive di sali minerali e vitamine, che possono esserci durante attività fisica. Nel discorso idratazione è anche da valutare intensità dello sforzo, un conto è correre per 1 ora a una intensità blanda come capita per diversi amatori, un altro conto è correre per oltre 1h30 a una intensità media-elevata, come avviene per gli sportivi . Ovvio che in una condizione di riposo non c’è molta differenza tra sportivo e amatori, il corpo richiede le stesse accortezze e consigli in ambito di idratazione, la differenza tra i due soggetti la fanno i momenti precedenti , durante e a fine allenamento. Anche se c’è da dire che un organismo di uno sportivo è abituato maggiormente alle temperature elevate ed ha un meccanismo di termoregolazione più efficace di un amatore che gli permette di sopperire meglio alla fatica in corsa, ma questo non significa non idratarsi.

3 luglio 2012