L’acqua nel mondo dell’arte: “La Grande Onda di Kanagawa” compie 190 anni - In a Bottle

L’acqua nel mondo dell’arte: “La Grande Onda di Kanagawa” compie 190 anni

Realizzata nel 1830, “La Grande Onda di Kanagawa” è stata dipinta dal maestro Hokusai, esponente dell’arte giapponese dello Ukiyo-e, l’immagine del “mondo fluttuante”.

MILANO – Il maestro Hokusai fu uno dei più importanti esponenti di una tecnica di stampa giapponese a pressione (l’Ukiyo-e), comparsa in Giappone nel 1600, ma tutti probabilmente lo ricordano per “La Grande Onda di Kanagawa”, che proprio quest’anno compie 190 anni, essendo stata realizzata tra il 1830 ed il 1831. Forse non tutti sanno che, oltre a questo, il maestro giapponese ha coniato anche la parola “manga”, che si riferisce ai famosi fumetti nipponici. “Manga”, infatti, significa “schizzi sparsi”, che sarebbe il titolo della raccolta delle opere che egli fece per mostrare ai suoi allievi come approcciarsi nell’arte del disegno.

La Grande Onda di Kanagawa

La xilografia della Grande Onda è la prima opera della serie intitolata “Trentasei vedute del Monte Fuji”. Il soggetto è un’onda tempestosa che minaccia alcune imbarcazioni al largo di una zona che oggi corrisponderebbe alla prefettura di Kanagawa. Sullo sfondo, come tratto consueto dell’artista Hokusai, il Monte Fuji.

Il ritratto combina elementi propri della pittura orientale, ma anche caratteristiche tipiche dello stile occidentale. Ottenne successo in Europa, contribuendo alla nascita del movimento del “giapponismo” nella seconda metà del 1800. Dal XX Secolo in avanti la sua popolarità crebbe ancora diffondendosi a dismisura nella cultura di massa.

Le altre opere, a tema acqua, del maestro Hokusai

Oltre a “La Grande Onda”, il maestro giapponese ha raffigurato altre scene con al centro il tema dell’acqua. È il caso, per esempio, di “Schizzo della baia di Tagonoura a Ejiri sul Tokaido”, dove l’artista rappresenta sia il mare che la terra, riuscendo a far percepire, allo spettatore, il movimento costante del primo e la fissità della seconda.

Un’altra opera si chiama “La cascata di Amida in fondo alla via di Kiso”, dove si può notare la compresenza dell’elemento naturale, rappresentato dall’imponente cascata, con quello umano. La natura è indifferente alla presenza dell’uomo e, così, lo sovrasta e continua il suo corso. 

di Rossella Digiacomo

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20 Marzo 2020