Come sarà la Factory of the Future di S. Pellegrino, intervista all’archistar Bjarke Ingels - In a Bottle

Come sarà la Factory of the Future di S. Pellegrino, intervista all’archistar Bjarke Ingels

Il capo dello studio di architettura internazionale BIG racconta il processo di ideazione e creazione della nuova casa di S. Pellegrino

SAN PELLEGRINO TERME – Un’opera architettonica e di design, funzionale alle attività produttive. L’archistar Bjarke Ingels spiega, nel corso della cerimonia di  posa della prima pietra della “Factory of the future”, come nulla sia stato lasciato al caso durante lo sviluppo di questo nuovo ambizioso progetto.

“La prima cosa che ci ha colpito quando siamo saliti per la prima volta a San Pellegrino Terme per vedere lo stabilimento è stata la sua completa immersione nella natura, tra le montagne. In quell’occasione, ci siamo documentati sul lungo viaggio che l’acqua compie per arrivare allo stabilimento ed essere imbottigliata.
Questo territorio è una vera e propria immersione nella cultura italiana: accanto alla fabbrica scorre infatti il fiume Brembo e lungo le sue rive si possono ammirare gli eleganti palazzi del luogo, i ponti, gli acquedotti e le splendide costruzioni in stile Liberty risalenti alla Belle époque. È proprio dall’architettura di queste costruzioni che abbiamo preso spunto per la realizzazione della nuova casa del Gruppo Sanpellegino. La nuova factory è stata concepita come la “versione acquatica” di una cantina vitivinicola con la differenza che, mentre le cantine sono buie e scure, per la nuova Factory abbiamo pensato ad uno stabilimento luminoso e ricco di spazi aperti che consentano di osservare le montagne del paesaggio circostante. Inoltre, così come gli impianti industriali generalmente presentano gli stessi elementi architettonici in successione, per la realizzazione dell’entrata della Factory, abbiamo immaginato di predisporre una sequenza di archi che si allargano e si contraggono fino a disegnare l’ingresso del nuovo impianto di imbottigliamento. Pensiamo che disponendo in successione tradizionali elementi architettonici come gli archi, il progetto della nuova Factory riuscirà a conservare l’eredità architettonica e culturale locale e al tempo stesso sarà una struttura dal design moderno, contemporaneo e al passo con i tempi. Un altro elemento caratterizzante del nuovo progetto è la divisione degli spazi. Come le tradizionali abitazioni tendono infatti a dividere la zona d’ingresso dalla cucina, anche l’ingresso della nuova Factory sarà ben distinto dalla parte posteriore dello stabilimento, ovvero dalla zona di imbottigliamento. Il progetto della Factory of the Future ci ha permesso di dare risalto all’intero viaggio che compie l’acqua: da quando viene prelevata a quando viene imbottigliata fino ad arrivare al consumo finale.”

 

 

di Prisca Peroni

 

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