Purificazione dell’acqua attraverso diamanti industriali

Se l’acqua si purifica con i diamanti

Raphael Kiran, ingegnere indiano, ha sviluppato un sistema che permette di depurare l’acqua piovana attraverso i diamanti industriali

MILANO – Dymond Cleantech è una start-up innovativa fondata dal giovane scienziato indiano Raphael Kiran che si pone l’ambizioso obiettivo di “migliorare il mondo”. Come? Purificando l’acqua attraverso diamanti industriali. E stando ai primi riconoscimenti la strada intrapresa sembra essere senz’altro vincente, dal momento che il presidente francese Francois Hollande l’ha recentemente ricevuto all’Eliseo complimentandosi per un’innovazione che può portare cambiamenti rivoluzionari nei settori della sanità e dell’industria.

Il progetto

«Dymond Cleantech» si pone l’obiettivo di depurare l’acqua piovana e di realizzare docce che riutilizzano l’acqua, le cosiddette «docce perpetue». «In India con i monsoni viene scaricata una quantità incredibile di acqua – ha spiega Kiran – ma poi corre verso il mare e gli indiani hanno carenza d’acqua potabile». Un problema che certo non riguarda solo l’India. «Spesso i sistemi di depurazione usano sostanze chimiche inquinanti: a me servono solo diamanti e un po’ di elettricità». Diamanti industriali, ovviamente, «che costano poco ma hanno le stesse caratteristiche». Per la depurazione, il sistema che ha brevettato sfrutta gli elettrodi delle pietre preziose. La tecnologia, va detto, non è inedita. Esistono già studi sulla depurazione dell’acqua con i diamanti «ma per lo più è pensata per i settori industriali – racconta – io invece voglio sviluppare questa tecnologia per la vita di tutti i giorni». 

Il sostegno del governo francese

Kiran ha all’attivo anche un’esperienza in Italia, a Torino per l’esattezza, ma ha finalizzato poi gli studi in Francia. Qui è stato selezionato tra i 20 giovani imprenditori di tutto il mondo le cui idee sono state giudicate rivoluzionarie e innovative. Nello specifico è stato uno dei tre indiani selezionati tra circa 1.500 candidature nella sfida tecnologica.

di Salvatore Galeone

8 novembre 2016