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La sabbia del Sahara colora i ghiacciai dell’Europa

Una nuvola di sabbia del Sahara raggiunge l'Ucraina e il sud della Russia colorando di rosso e marrone cieli e ghiacciai

MILANO – Negli ultimi giorni di marzo una  nuvola di polvere desertica ha prodotto l’affascinante fenomeno della “neve rossa sui monti più elevati: dai Balcani alla Romania, la Moldavia, l’Ucraina fino al sud della Russia europea, dove peraltro si sono pure verificate delle deboli piogge sporche che hanno colorano di giallo oggetti, macchine e strade.

Ha interessato anche l’Italia

L’enorme nuvola di polvere desertica in sospensione aspirata, dopo aver interessato l’Italia centro-meridionale, colorando di rosso e marrone i cieli di molte regioni italiane, dalla Sicilia fino all’Abruzzo, si è spostata verso la Grecia e i Balcani, risalendo in direzione dell’Albania, il Montenegro e la costa croata, regalando degli scenari davvero surreali, mai visti di recente dalle popolazioni locali. In molte città della Croazia l’arrivo della nuvola di polvere sahariana ha offuscato la coltre celeste, colorandola di rosso e marrone. Questa nuvola di sabbia era talmente densa da coprire buona parte della “Warm Conveyor Belt”, che dallo Ionio espandendosi in direzione dei Balcani, precedeva l’avanzata del ciclone “Gaby”.

Warm Conveyor Belt                  

La “Warm Conveyor Belt”, una volta giunta nei Carpazi, è stata subito agganciata in quota dal ramo secondario del “getto polare”, che dai Balcani si muoveva verso la Romania, la Moldavia e l’Ucraina. L’azione del “getto” che, grazie al gradiente di geopotenziale fra la Russia e l’area medio-orientale,  presentava delle velocità piuttosto ragguardevoli sopra i cieli del Mar Nero, dell’Ucraina e della Russia europea meridionale, ha impresso una notevole accelerazione al vasto corpo nuvoloso annesso alla “Warm Conveyor Belt”, composto prevalentemente da nubi alte e stratificate impregnate di polvere desertica sahariana (in un tappeto di altostrati), che si è subito spostato dall’Ucraina verso la Russia europea meridionale.

di Alessandro Michielli